Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Operatori sanitari con i contratti in scadenza scrivono all'Asp: "In 220 rischiamo di restare senza lavoro"

Sono stati selezionati durante la pandemia interpretando un ruolo fondamentale ma, come indicato in una delibera dell'azienda sanitaria, sarebbero in esubero. "Se qualcuno di noi va in ferie, i colleghi devono fare turni massacranti. Come si può parlare di esubero?"

Riceviamo e inoltriamo:

Ad oggi 220 operatori sociosanitari con contratto in scadenza il 30 aprile 2023, che nella peggiore crisi sanitaria dal dopoguerra hanno contribuito a tenere in piedi il sistema sanitario nazionale, rischiano di rimanere a casa per un esubero dichiarato dall’Asp di Palermo con delibera 02073 del 30/12/2022. Inutile sottolineare lo sconforto e la paura di noi operatori, ma tralasciando questo importantissimo dato è il caso di concentrarsi realmente sull'importanza sidi questa figura: l'operatore sociosanitario svolge un lavoro essenziale all'interno di tutti i reparti, collaborando in equipe multidisciplinare, e si occupa in maniera diretta all’assistenza del paziente, dall'alimentazione alla vestizione, passando per l'igiene e la cura.

Le altre Asp siciliane si stanno adoperanndo, o lo hanno già fatto, per stabilizzare, valorizzare e dare lustro anche a questa categoria. L'Asp di Palermo dovrebbe salvaguardarci e tutelarci come figli, ma dopo la pietra lanciata i segnali captati non sono affatto rassicuranti. Tutto il contrario. Andare in ferie senza creare disagio ai colleghi è praticamente impossibile, i colleghi che restano sono obbligati a turni di lavoro massacranti per sopperire alle assenze dei colleghi. Come si può parlare di esubero? Dopo la pandemia non si può tornare indietro di 20 anni sull’assistenza.

Chiediamo a gran voce la tutela del nostro lavoro, il riconoscimento del nostro impegno, l’aggiornamento delle piante organiche basandole realmente su quelli che sono i bisogni dei pazienti e le necessità dei reparti. Nessuno dei 220 deve essere lasciato a casa. Siamo stati definiti eroi in pandemia, non possiamo essere liquidati come se nulla fosse. E' una figura preziosa e dopo la formazione ricevuta e i sacrifici affrontati (nonostante la paura del Covid....ebbene sì, abbiamo avuto paura anche noi!) non possiamo permettere di essere messi alla porta con tanta noncuranza.

Come le altre figure anche gli operatori sociosanitari sono entrati tramite graduatoria pubblica, un concorso a tutti gli effetti. Riteniamo necessario ricevere lo stesso trattamento degli altri colleghi appartenenti ad altre categorie, reclutati con la medesima modalità. O tutti dentro o tutti 
fuori, non possono esserci categorie di lavoratori di serie diverse. Chiediamo a gran voce l’intervento di tutti i sindaci e politici del nostro comprensorio, non va spento il faro su questa situazione.

L'Asp di Palermo ha assunto durante la pandemia, integrando questa figura prima sostituita dall’infermiere (che adesso, in assenza, incorrerebbe nel demansionamento) e dal parente, presente h24. Questa figura, sconosciuta in Sicilia prima, è stata istituita nel 2001 con la conferenza Stato-Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. Adesso è necessaria. Ci auguriamo che, visto il fondamentale contributo fornito in pandemia, l'Asp di Palermo trovi il modo di mantenerci dentro le varie strutture ospedaliere dove attualmente ognuno di noi presta servizio. La salute pubblica, nonostante tutto, rimane un bene comune e caro a tutti, nessuno escluso! Non si può e non si deve tornare indietro.

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