Gallina, consigliere comunale di Carini: "L’importanza di avere un ospedale cittadino e tutele per chi è in trincea"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Era la fine degl’anni 90 quando la cittadinanza Carinese incredula protesto’ per la chiusura del proprio ospedale , a seguito del nuovo assetto sanitario siciliano . Personalmente in quel periodo mi godevo come tutti i bambini di dieci anni la mia infanzia, ho conservato delle immagini un po’ confuse dentro la mia mente di qualche cittadino incatenato davanti l’ospedale eppure durante questi anni nella ricostruzione dei fatti una voce esce univoca: a Carini vi era l’eccellenza sanitaria e l’ospedale riusciva a smaltire il lavoro degli ospedali circostanti soprattutto nelle estati di quegli anni, non dimenticando le emozioni che provo quando vedo in alcune carte d’identità il luogo di nascita Carini.

Nonostante la messa in campo, attraverso le poche forze di cui disponevamo , di innumerevoli iniziative e manifestazioni civili di contrasto al piano di ridimensionamento della Sanità Siciliana, la strada intrapresa fu tutta in discesa verso il baratro, con il progressivo smantellamento e la soppressione di interi reparti e servizi, tranne quelle di prima necessità, fino ad oggi assicurati grazie alla professionalità ed all’abnegazione di personale medico e paramedico. La vicenda trasformo' l’eccellenza sanitaria in Punto Territoriale di Emergenza un'unità operativa di primo intervento, dedicata ai casi di emergenza e con spazi dedicati alla breve osservazione. Nella circostanza, scevri da qualsiasi altra influenza o strumentalizzazione, come qualcuno potrebbe pensare, il mio unico obiettivo e’ quello di reclamare il diritto alla salute.

Un diritto che di per sé non dovrebbe essere preteso poiché costituzionalmente garantito: all’art. 32, infatti, la Costituzione recita testualmente “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”; purtroppo le assurde e ciniche logiche politiche ed aziendali, sembra abbiano facoltà di calpestare impunemente e sfrontatamente anche la legge fondamentale dello Stato a scapito di migliaia di cittadini divenuti ormai inermi ed indifesi di fronte alle fredde determinazioni di chi, al fine di perseguire i propri obiettivi di personalismo politico, che ai cittadini iniziano a non apparire più oscuri ed incomprensibili, sacrificano freddamente i diritti all’assistenza sanitaria di un’utenza, mettendone a rischio la sicurezza e spesso l’incolumità. Qualcuno si domandera’ perche’ di questa lettera, visto che a Carini sorgera’ un polo per la ricerca biomedica destinato a essere un hub per le "scienze della vita“ , semplicemente perche ci sara’ tanto tempo e lavoro davanti e poi perché sarà un polo di ricerca che genererà nuove scoperte e prodotti per la cura della salute“ che non sminuisce, anzi fiero di far parte di questo territorio, visto che l'impatto sulla crescita sociale ed economica della Sicilia e del resto del Paese sarà enorme. Tanti giovani scienziati italiani avranno l'opportunità di restare o rientrare nel loro Paese e lavorare in un centro di ricerca tra i più avanzati al mondo“.

Ma in questi anni e oggi ancor di piu’ vista l’emergenza mi sono reso conto che un ospedale cittadino rappresental’anima di un paese e una sicurezza per tutti i cittadini. La decisione di chiusura di servizi importanti già presenti negli anni precedenti presso quel nosocomio, decisa dai precedenti governi, mi è parsa troppo rapida e non sufficientemente pesata oggi. Penso che oggi ancora una volta chiedere di intraprendere fattive e concrete iniziative presso gli enti preposti a sostegno delle esigenze di quasi quaranta mila abitanti in relazione e garanzia al fabbisogno e assistenza sanitaria della popolazione a cui va data una risposta credo si possa elaborare un piano ragionevole di riapertura dell’ospedale di Carini e conseguentemente del pronto soccorso. Il consigliere conclude con un pensiero riferito all’emergenza sanitaria: Affrontiamo questa emergenza sanitaria internazionale con serietà, serenità e coraggio. Rendiamoci disponibili anche ad alcuni sacrifici nel personale stile quotidiano di vita per il bene comune. “Ognuno è chiamato a fare la propria parte, ma non è solo, un popolo intero che lotta e la fede che ci avvolge. Non dimenticando chi in questo momento e’ in trincea , in prima linea il reparto medico e a chi offre i servizi denominati di prima necessità come gli autotrasportatori e il commercio al dettaglio a cui non vanno solo parole di ringraziamento , ma anche tutele da parte dello stato, perché ognuno ha una famiglia che vive in ansia e lo aspetta.

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