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Fallimento Legno Market: a processo i cinque titolari dell'attività

L'azienda del fai da te fu distrutta da un incendio nell'agosto del 2001. L'inchiesta nel 2010, a seguito della dichiarazione di fallimento dell'azienda. Secondo la Procura, la famiglia Scalia, avrebbe dovuto ricapitalizzare la società o liquidarla. La difesa: "Nessun intento di frode"

Cinque rinvii a giudizio per la presunta bancarotta fraudolenta di “Legno Market”, l’azienda del fai da te distrutta da un vastissimo incendio nell’agosto del 2001. Il gup Fernando Sestito ha infatti disposto il processo per Angelo, Roberto, Nicolò, Mauro ed Alessandro Scalia, titolari dell’importante attività commerciale. La prima udienza è fissata per il prossimo 27 febbraio davanti alla quarta sezione del tribunale.

Altri tre imputati, invece, hanno scelto riti alternativi e per loro il processo è stato rinviato stamattina al 16 marzo: il giudice dovrà decidere sulle richieste di patteggiamento avanzate da Massimo Scalia e da Graziella Marchese. Francesco Scalia ha scelto il rito abbreviato e per lui il pubblico ministero ha chiesto una condanna a due anni e mezzo.

L’inchiesta era nata nel 2010, a seguito della dichiarazione di fallimento dell’azienda. Secondo la Procura, la famiglia Scalia, dopo il terribile incendio che aveva distrutto la loro attività, avrebbe dovuto ricapitalizzare la società o liquidarla. Invece si decise di rivalutare degli immobili. E questo, sempre secondo l’accusa, avrebbe poi portato all’impossibilità di far ripartire l’attività, facendola fallire. Un’accusa che i difensori della famiglia Scalia, gli avvocati Alessandro Campo e Salvatore Petronio, respingono: una sentenza civile ha già stabilito che l’operazione messa in atto non sarebbe stata consentita da un punto di vista formale, ma che sarebbe stata corretta invece da quello sostanziale, senza alcun intento di frode. I titolari provarono a far ripartire “Legno Market” dopo l’incendio, ma di fatto non ci riuscirono, tanto che dal 2006 l’azienda finì in curatela fallimentare. 

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