Cronaca

Ars, approvata legge sull'editoria: per i commenti servirà "schedarsi"

Secondo il ddl i quotidiani on line, per usufruire dei fondi comunitari, dovranno "schedare" i propri lettori per controllarne i commenti. Ma il commissario dello Stato Aronica lo ha bloccato, per mancanza di copertura finanziaria, impugnando due articoli

Sala d'Ercole

Volete esprimervi liberamente sui fatti di cronaca quotidiana? Ora potrebbe sorgere qualche problema. Rivoluzione in vista nel mondo dell'editoria per quei giornali on lin che usufruiscono, o vorranno usufruire, dei finanziamenti pubblici. In una norma approvata dall'Ars si fa divieto di inserire commenti anonimi sui siti on line agli utenti che non si saranno fatti "schedare" lasciando copia del documento d'identità nelle redazioni. Ma sul ddl è arrivata anche "un'obiezione formale" da parte del commissario dello Stato, Carmelo Aronica, che ha impugnato due articoli della legge poiché violerebbero il codice degli appalti.

Insomma, esattamente come serve la "tessera del tifoso", anche chi vorrà criticare, aprire un dibattito o dire semplicemente la sua dovrà munirsi di "tessera del commentatore". Ogni testata giornalistica dovrà dotarsi di un sistema informatico che permetta di risalire all'utente, circostanza peraltro già nei poteri della polizia postale che può, a seguito di una denuncia, utilizzare gli indirizzi IP per risalire agli autori dei commenti ritenuti diffamatori. La legge è stata approvata con il favore di 35 deputati regionali dei 59 presenti (ed un solo astenuto), espresso tramite votazione segreta. Prevederebbe il finanziamento, con fondi comunitari, per le società editoriali con sede in Sicilia che fatturino nell'isola almeno il 60% del totale. Si parla di 14 milioni di euro di cui, al momento, sarebbero disponibili solo 400 mila euro.

E sulle somme è arrivato il "veto" del commissario Aronica, che ha impugnato il comma 6 dell'articolo 6 e l'articolo 11 del disegno "Norme per la promozione ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale", poiché mancherebbero "i fondi stanziati per il 2014 e, inoltre, viene violato il codice degli appalti". L'articolo 11 obbligherebbe le amministrazioni pubbliche che indicono una gara pubblica di rendere noti i dati su quelle gare "mediante pubblicazione per estratto, a scelta della stazione appaltante, su due quotidiani a diffusione nazionale, su due quotidiani a maggiore diffusione locale del luogo ove si eseguono i lavori e su un periodico a diffusione regionale".

PalermoToday, essendo al momento una testata registrata come supplemento di Citynews, non percepisce finanziamenti pubblici. Per cui i nostri lettori potranno continuare a commentare senza alcun problema, senza doversi "schedare" per dire la propria opinione.

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