"Il carcere come non luogo": le attività del Pagliarelli in mostra al Teatro Garibaldi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Si è svolto ieri pomeriggio presso il Teatro Garibaldi di Palermo il convegno finale del progetto Neverland dal titolo "Il carcere come non luogo. Il senso della rieducazione attraverso percorsi creativi e produttivi in Sicilia". Nel teatro è stato allestito uno spazio espositivo con i lavori realizzati dalle ragazze coinvolte nel progetto, detenute presso la Casa Circondariale Antonio Lorusso - Pagliarelli, e realizzato un libro che è una raccolta fotografica delle opere create dentro le mura dell'istituto. Sono stati tanti i temi trattati, dal progettare interventi rieducativi in carcere al creare vere e proprie opere d'arte, espressione dell'IO delle ragazze, fino alla possibilità di creare storie nuove seppur dentro un istituto penitenziario. Sono intervenuti, tra gli altri, l'assessore alle politiche sociale del comune di Palermo Giuseppe Mattina, che ha testimoniato la vicinanza del Comune di Palermo al nostro progetto; Rosalba Romano e Emilia Tripoli di Sartoria Sociale - Lab & Shop; il professore Vincenzo Merlo del CPIA Palermo 1- Nelson Mandela. Un ringraziamento particolare va a Manifesta Biennial, per la splendida location, e all'ente di formazione I.N.F.A.O.P. "È stata una giornata fantastica. La cittadinanza ha risposto in maniera convinta e coinvolta al messaggio che abbiamo lanciato: il carcere è reinserimento e rieducazione e il nostro progetto Neverland ne è testimonianza. Le ragazze coinvolte ci hanno permesso di entrare nel loro mondo e di portarlo poi fuori per farlo conoscere ai più. Un mondo difficile e pieno di contraddizioni che però, per fortuna, continua a lanciare messaggi felici e creativi. La nostra speranza è che la progettazione sociale in questo ambito sia sempre più proficua e produttiva di momenti come quello appena vissuto" lo dichiara Manuela Ligotti, presidente dell'Associazione A.R.P.E.S., destinataria del finanziamento pubblico con cui è stato realizzato il progetto.

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