Cronaca

Lavoro nero, fenomeno in crescita: ai primi posti pub e ristoranti

Secondo uno studio della guardia di finanza le categorie in cui il lavoro sommerso è più diffuso sono quelle del settore della ristorazione. Nei primi quattro mesi dell'anno scovati 161 casi, contro i 154 dello stesso periodo dell'anno scorso

Non accenna a diminuire la piaga del lavoro nero a Palermo e in provincia. Fra le categorie maggiormente a rischio si confermano nel primo quadrimestre del 2013 i locali del settore della ristorazione: dai ristoranti ai bar, dalle pizzerie ai pub dove la guardia di finanza ha infatti certificato la presenza di 56 lavoratori sommersi, due irregolari e addirittura un minore.

Nella classifica degli esercizi commerciali che si servono di manodopera irregolare ci sono poi i panifici (27 i lavoratori in nero scoperti dalla Finanza) e le pasticcerie (14 casi) superate di poche unità dalle ditte di costruzione (18 elementi irregolari).

Nel mirino delle fiamme gialle non mancano anche i negozi di abbigliamento e calzature, parrucchieri e barbieri, alberghi e hotel, agenzie di viaggi, concessionarie auto, alimentari e artigiani (soprattutto falegnami e carrozzieri). Il trend rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è in leggero aumento se si confrontano i dati: in totale fino al 30 aprile sono stati scovati 161 lavoratori non regolari mentre l’anno scorso 154 su un totale di 529 casi solo nel 2012.

Pesanti sono inoltre le sanzioni cui si incorre in questi casi. Nell’ultimo blitz sul fronte del sommerso d’azienda i finanzieri della compagnia di Bagheria, individuati 5 lavoratori irregolari che prestavano la loro opera in un cantiere edile cittadino alle dipendenze di un’impresa locale, hanno contestato una sanzione amministrativa pari a 9.312 euro.

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