Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Tram, la Regione assicura i soldi: "Ma i licenziamenti non sono stati revocati"

L'allarme lanciato dai sindacati dei lavoratori della Sis: "Non capiamo per quale motivo l'azienda abbia irrigidito la sua posizione nonostante la Corte dei conti abbia dato il via libera all'erogazione dei fondi". A rischio 120 operai

Tram, lavori in corso - foto MobilitaPalermo

Il clima disteso che accompagna la nota del Comune di stamattina sul lieto fine della vicenda "Tram" potrebbe essere solo apparente. Il giorno in cui diventa ufficiale la notizia che il decreto di finanziamento è stato definitivamente approvato dalla Regione, i sindacati dei lavoratori della Sis, vincitrice dell'appalto in credito con l'amministrazione locale per 29 milioni, fanno sapere che l'azienda non ha ancora ritirato le procedure di licenziamento dei suoi 120 operai.

"Viene da chiedersi - dichiara Piero Ceraulo della Fillea Cgil a PalermoToday - per quale motivo la Sis abbia irrigidito la sua posizione nonostante la Corte dei conti abbia dato il via libera all'erogazione dei fondi, creando un'atmosfera di nervosismo fra gli operai che non sanno nulla del loro futuro e facendo procedere i lavori a rilento". 

Ceraulo, insieme a Paolo Danca di Filca Cisl e Raffaele Montaperto di Feneal Uil, ha inviato martedì un comunicato alla Sis per chiedere di annullare i licenziamenti. L'azienda ha risposto solo oggi, affermando che non cambierà nulla finchè il Comune non farà degli "sforzi concreti". Come dire: se non vedo (i soldi) non ci credo. E questo a dispetto delle parole del'amministrazione che afferma di essere compiaciuta per la "proficua collaborazione e la sinergia fra gli enti locali coinvolti".

Senza contare la promessa della Sis, di quasi un mese fa, che consisteva nel fare "ogni possibile sforzo per evitare l'interruzione dell'appalto, limitando il più possibile gli effetti derivanti dall'esecuzione del licenziamento collettivo, anche sospendendone l'esecuzione". Secondo la legge 223 del '91, l'azienda e i sindacati, in caso di licenziamento collettivo, hanno a disposizione 45 giorni per scongiurarlo autonomamente, più altri 30 giorni per trovare un accordo davanti al direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro. I primi 45 giorni scadono il 30 giugno. "Ma se la Sis non avrà definitivamente chiarito le sue intenzioni entro quella data - conclude Piero Ceraulo - il suo scopo sarà comunque chiaro: licenziare".

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