Garibaldi, il mistero di Villa Gallidoro: inaugurata (in campagna elettorale) e subito chiusa

Ci sono voluti 7 anni prima di rivedere la luce nella palestra del liceo. Ma dopo appena una settimana dal taglio del nastro le porte si sono nuovamente chiuse. Valanga di proteste di genitori e studenti. Dall'istituto: "Manca l'agibilità". L'assessore Arcuri: "L'agibilità c'è"

I lavori a Villa Gallidoro

Ci sono voluti 7 anni prima di rivedere la palestra di Villa Gallidoro in funzione e appena una settimana dopo la fine dei lavori di riqualificazione, e dopo il taglio del nastro in piena campagna elettorale per le Regionali alla presenza di Sindaco e assessori, è tornata ad essere “misteriosamente” chiusa. Sono decine le segnalazioni inviate alla redazione di PalermoToday da genitori e studenti che vogliono spiegazioni: “L’hanno inaugurata prima delle elezioni, ma nonostante ciò - spiega Giuliana M. - i nostri figli non posso sfruttare questo spazio, lo stesso che utilizzavo io quando frequentavo il liceo”. Dall’istituto Rapisardi-Garibaldi, da cui dipende la storica struttura costruita da Melchiorre Minutilla, fanno sapere che ad oggi non è stato possibile procedere per la “mancanza dell’agibilità”. Ma è lo stesso assessore alla Riqualificazione urbana Emilio Arcuri a sconfessare questa versione: “Ma quale agibilità? Sono stati fatti dei lavori di rifunzionalizzazione in un edificio che, per quanto sia storico, aveva già la sua agibilità”.

Inaugurazione di Villa Gallidoro | Video

Per scoprire cosa si celi dietro il “mistero di Villa Gallidoro” bisogna fare un passo indietro. Nel 2010, a causa di alcuni potenziali rischi per l’incolumità degli studenti e dopo una relazione inviata in Prefettura per segnalare il problema, la struttura è stata dichiarata “inagibile” in attesa che venissero sistemati i pannelli in polistirolo, la pavimentazione in linoleum e poco altro. Ma da allora la palestra è stata chiusa ed è rimasta a prendere polvere per sette lunghi anni. L’Amministrazione comunale, a distanza di tempo, è riuscita a stanziare una somma pari a circa 100 mila euro per i lavori nella palestra le cui condizioni sono scivolate nel degrado. A maggio scorso il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori Arcuri e Giuseppe Gini hanno partecipato alla giornata di festa proprio nella nuova palestra di Villa Gallidoro. “Dopo sette anni e mille lungaggini - aveva detto il primo cittadino - siamo finalmente arrivati all’appuntamento tanto atteso e sono iniziati i lavori per riportare all’antico splendore e all’originaria efficienza questa struttura”.

E così è andata. In poco più di quattro mesi la ditta Damiga srl di Alcamo ha terminato i lavori che le erano stati commissionati, tra il rifacimento degli impianti elettrici, l’adeguamento dei bagni e altro ancora. Il 28 settembre arriva il taglio del nastro. Gli studenti della scuola media Garibaldi, e anche i liceali (ma solo il venerdì e il sabato), sono tornati a fare educazione fisica a Villa Gallidoro. Ma quella che sembrava una favola a lieto fine, dopo circa una settimana, si è trasformata in un “giallo” degno della migliore Agatha Christie. “Dicono che manchi l’agibilità. Ma allora perché la farsa dell’inaugurazione in pompa magna?”, scrive la mamma di uno studente del classico. Dopo numerosi tentativi di contattarla sia telefonicamente, che presentandosi dietro la porta della presidenza dell’istituto Rapisardi di via Garzilli, la dirigente scolastica Francesca Ragusa si è negata per oltre tre settimane. Ufficiosamente, però, dalla scuola hanno fatto sapere che il problema riguarderebbe proprio l’agibilità.

La ditta alcamese, raggiunta telefonicamente, ha fatto sapere di avere consegnato tutta la documentazione richiesta da almeno 15 giorni. L’assessore Arcuri, già in prima battuta, aveva sollevato l’Amministrazione da ogni responsabilità: “Il Comune ha fatto la propria parte e ha consegnato i lavori, realizzati a regola d’arte e con puntualità. Dovevano aprirla e non l’hanno fatto. Semmai la vera notizia è che le due scuole medie (Rapisardi e Garibaldi) e il liceo si sono messi d’accordo e quindi potrebbe mancare poco alla riapertura”.

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