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Cronaca Addaura

Un centro di ricerca della Soprintendenza del Mare al Roosevelt: via ai lavori di ristrutturazione

L'intervento, che interessa il padiglione Tresca, durerà un anno. Nei locali saranno realizzate indagini archeologiche. Prevista anche una sala conferenze e un piccolo museo per le mostre temporanee dei beni recuperati. Valeria Li Vigni: "Si avvera un sogno che Sebastiano Tusa ha rincorso per vent’anni"

Via ai lavori che trasformeranno il padiglione Tresca del Roosevelt in un centro di ricerca specializzato nelle indagini archeologiche sommerse. L'intervento di ristrutturazione interessa il piano terra dove, grazie a un accordo tra l'assessorato dei regionale dei Beni Culturali e quello del Territorio e Ambiente con l’Arpa, saranno realizzati uffici e laboratori della Soprintendenza del Mare destinati alla documentazione, informatizzazione e promozione dei beni culturali marini siciliani. Il cantiere, appaltato alla Damiga srl di Alcamo, dovrebbe chiudersi entro un anno ed è finanziato con circa 680 mila euro di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020 - Patto per Sicilia.

La nuova struttura sarà dotata delle attrezzature necessarie alle ricerche sottomarine come i droni subacquei, Auv - veri e propri robot autonomi in grado di analizzare il fondale riportando le immagini a bordo - ma anche di una sala conferenze utilizzata come aula didattica, di un magazzino dove saranno catalogati e conservati i reperti che sarà visitabile, e di un piccolo museo per le mostre temporanee dei beni recuperati.

Ci sarà un laboratorio per il primo intervento di restauro dei beni culturali provenienti dal mare, un laboratorio SIT/GIS per la implementazione e la modernizzazione del già esistente sistema informativo della Soprintendenza del Mare, un laboratorio diagnostico e di archeometria, dotato delle attrezzature necessarie all'identificazione dei materiali, per un più rapido e mirato intervento conservativo dei beni recuperati. 

“Con l'avvio dei lavori - commenta la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni - finalmente si avvera un sogno che Sebastiano Tusa ha rincorso per vent’anni tra innumerevoli difficoltà e che personalmente ho portato avanti con grande impegno. Un progetto che fa compiere alla Sicilia un significativo passo avanti nello studio, nella valorizzazione e gestione del patrimonio sommerso”.

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