Cronaca

Anello ferroviario, si parte: una fermata al Politeama

L'Unione Europea dà l'ok al primo appalto da 154 milioni. I lavori dovrebbero partire prima della fine dell'anno. Il progetto sarà articolato in due fasi. Previste fermate al Politeama, al porto e in via Libertà

Un'opera colossale. Valore: 284 milioni euro, sull'unghia. Soldi sbloccati dopo l'ok di Bruxelles. Anello ferroviario: si fa sul serio. I lavori a questo punto potrebbero partire prima della fine dell'anno. Un'accelerata decisiva dopo lo stallo estivo. L'Unione Europea dà l'ok al primo appalto da 154 milioni e Leoluca Orlando è raggiante. La sua testa è già sui binari. "Un grande risultato - ha detto - che premia il lavoro sinergico fatto da tutti gli enti coinvolti e che permetterà di dotare la città di una importante infrastruttura che, col tram ed il passante, renderà migliore il sistema dei trasporti urbano e metropolitano. Finalmente i lavori per la chiusura dell'anello ferroviario hanno preso la giusta direzione, si stanno rimuovendo gli ostacoli di vario tipo che si erano frapposti alla prosecuzione". 

Sì, perché il sogno dell'anello ferroviario in questi anni si è scontrato con la realtà. Tanti stop, soprattutto burocratici. Il progetto, che adesso ha ottenuto il via libero più complicato, sarà articolato in due fasi. Prevede fermate al Politeama, al porto e in via Libertà. Inizialmente verrà realizzato un nuovo tratto tra la fermata esistente a Giachery e le tre nuove fermate. Poi si penserà al proseguimento del tracciato dalla nuova stazione Politeama alla stazione Notarbartolo con una fermata nuova di zecca, quella cioè di Malaspina, a 20 metri dall'incrocio con via Catania.

"È una notizia eccezionale, sia perché si tratta di un’opera importante per la città di Palermo, per cambiare le condizioni di vita dei cittadini, sia perché viene incontro alla necessità di centinaia di edili senza lavoro". A parlare, in coro, sono il segretario Cgil Maurizio Calà e il segretario della Fillea Cgil, Mario Ridulfo. "Abbiamo grande aspettative nei confronti di questa opera. Dodici mesi sono passati da quando il cantiere doveva essere inaugurato. Speriamo sia la volta buona. Nella peggiore delle ipotesi - aggiungono Calà e Ridulfo - faremo un’altra finta inaugurazione del cantiere come abbiamo fatto ad aprile per protesta con la partecipazione degli edili disoccupati".

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