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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca Libertà / Via Filippo Cordova

Covisian e Almaviva, monta la protesta dei lavoratori: in 50 sul tetto del call center in via Cordova

I sindacati, e non solo loro, da settimane chiedono la convocazione di un tavolo al ministero del Lavoro. In 543 rischiano di restare senza occupazione: "Abbandonati dallo Stato"

Lavoratori di Covisian e Almaviva, impiegati nella commessa Ita, sul tetto dello stabile che ospita il call center in via Cordova. La protesta è scattata stamattina e vede coinvolti una cinquantina di operatori.

“La colpevole assenza del Governo italiano nella vertenza - dichiarano i rappresentanti dei lavoratori di Slc Cgil, Fistel Cisl Uilcom Uil e Ugl - porta la manifestazione ad assumere contorni preoccupanti per quanto riguarda l'ordine pubblico a Palermo. La convocazione del tavolo di confronto al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali non può essere rinviata ulteriormente”.

Da settimane i sindacati, insieme ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il sindaco Orlando e il presidente della Regione Musumeci, chiedono a gran voce un incontro tra le parti a Roma. Ad oggi le loro richieste sono rimaste inascoltate. In 543 rischiano di restare senza occupazione. Nei giorni scorsi, un gruppo di lavoratori era anche salito sul tetto del Teatro Politeama.

“Questa vertenza riguarda tutta la città ed è in gioco la credibilità delle istituzioni – dichiata il segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo – In una città come Palermo, che ha un livello di disoccupazione enorme, dove il ricorso al reddito di cittadinanza è tra i più alti e il lavoro precario è la norma, l'impatto sociale rischia di essere devastante. Oggi a rischiare il lavoro sono soprattutto moltissime donne del call center che operano in regime di part time involontario. Tutto questo non è tollerabile, bisogna rispettare gli accordi presi così come abbiamo detto che se un'azienda come Ita, pubblica al cento per cento, non applica la clausola sociale c'è il realistico timore che anche altre aziende di altri settori possano seguire quest'esempio. E nella nostra realtà questo avrebbe un effetto devastante. Siamo vicini ai lavoratori e continueremo a sostenerli  in tutte le forme di protesta e rivendicazioni che anche come sindacato stiamo portando avanti”.

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