Sgombero Casa del popolo: "La solidarietà è un ingranaggio collettivo"

#LaSolidarietàFa22! Domenica incontro pubblico ai Cantieri culturali della Zisa per sollecitare nuove forme di autonomia civica dal basso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Lo scorso fine settimana, ospite nella sala coworking dello spazio polivalente Moltivolti, si è riunito il coordinamento operativo concordato a chiusura dei lavori dell’assemblea dei movimenti cittadini del 4 dicembre, al fine di programmare le proposte emerse da quel dibattito. Già la domenica, al cinema “De Seta” (presso i Cantieri culturali della Zisa), è stata convocata la prima iniziativa dal titolo: #LaSolidarietàFa22! Un incontro pubblico con la città, al quale sono stati invitati i suoi amministratori e le forze politiche democratiche che siedono in Consiglio comunale.

Perché giorno 22, una data così ravvicinata? Gli organizzatori hanno voluto simbolicamente richiamare il “numero 22” come scelta non casuale e non certamente per ragioni cabalistiche. Esso è parte fondamentale dell’oggetto del fascicolo giudiziario, relativo alla “vicenda-Casa del Popolo” che va dallo sgombero dell’edificio di via Cavour al procedimento di rilevanza penale, nel quale sono sub iudice - per l’appunto - ben 22 persone, tutte quante ben conosciute in città per il loro impegno civile e mutualistico profuso in vari settori della vita sociale palermitana.

L’eco di questo affaire sta assumendo una dimensione nazionale, nella quale si registra una crescente manifestazione di solidarietà in favore dei suddetti “22”. Inoltre, al fronte di solidarietà s’è unita anche la chiesa palermitana, schieratasi proprio in queste ore al fianco ai “22”: due fra i suoi più autorevoli rappresentati, Cosimo Scordato e Franco Romano, hanno riconosciuto l’azione valoriale condotta dalla Casa del Popolo di via Cavour, offrendo - come osservano i due sacerdoti - “una molteplicità di servizi orientati al bene comune (sostegno alle persone disagiate, a senza casa, a senza lavoro, a vittime di tratta, a bambini bisognosi di doposcuola…)”, rammaricandosi altresì della “mancanza di un’intesa nell’interlocuzione tra le parti” e che ha favorito il sopravvento della linea securitaria “in base alla nuova normativa”.

Questo incontro di domenica vede coinvolta tutta la cittadinanza attiva di Palermo. Un'iniziativa rielaborata fattivamente, emersa fra le tante proposte avanzate nel corso dell’assemblea dei movimenti di inizio dicembre. Nasce da un appello lanciato da uno degli interventi condiviso unanimemente, partendo dalla constatazione che "le varie questioni che affliggono la società - povertà, diritti civili ed ogni altra condizione di emarginazione e discriminazione sociale, razziale e sessista - sono intrecciate fra loro, e che pertanto vanno impattate nella loro globalità”.

L’obiettivo di fondo che si vuole raggiungere nell’appuntamento di domenica, non è soltanto il superamento della scissione tematica nell’approccio politico, ma - come dice uno dei promotori, nell’esprimere il proprio pensiero - “dovrebbe essere anche quello di riuscire a dare voce e sostanza ad un esercizio diversamente partecipato del diritto alla città, mediante il riconoscimento giuridico di nuove forme di autonomia civica dal basso”.

Due saranno gli assi su cui si svilupperà la discussione che vedrà impegnati i movimenti palermitani. I lavori saranno quindi strutturati in workshop tematici: uno sui beni comuni, l’altro sui decreti sicurezza. Il primo sarà introdotto da un esponente del “Comitato Rodotà di Palermo”; il secondo sarà coordinato da un membro dell’associazione “Mediterraneo di Pace”. Al termine dei lavori è stato previsto un aperitivo di autofinanziamento per sovvenzionare le spese legali.

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