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La mattanza nel 1572: lavori portano alla luce lapide antica a Termini

La lapide funeraria, rinvenuta all'interno della chiesa di Santa Maria della Misericordia durante i lavori al museo civico, reca incise in modo vivido le fasi della pesca e della lavorazione del tonno, compreso il momento della tradizionale “mattanza” 

E' uno dei più singolari ritrovamenti in Sicilia, al confine tra archeologia e antropologia: una lapide funeraria del 1572, rinvenuta all'interno della chiesa di Santa Maria della Misericordia a Termini Imerese, che reca incise in modo vivido le fasi della pesca e della lavorazione del tonno, compreso il momento della tradizionale “mattanza” (questa rara e suggestiva rappresentazione di una attività tradizionale della Sicilia nord-occidentale sarà al centro dell’incontro proposto da SiciliAntica e dal’associazione “La Casa di Stenio” sabato 15 alle 17 nell’auditorium Maria SS. della Misericordia del Museo Civico Baldassare Romano a Termini Imerese).

"Nell’ambito dei lavori all’interno della chiesa, la Soprintendenza ha realizzato uno scavo archeologico che ha dato modo di mettere in luce manufatti di grande interesse - si legge in una nota -. L’intervento si è reso necessario poiché l'edificio monumentale ricade in una parte molto importante della città, in prossimità di un’area destinata a spazi e a edifici pubblici fin dal IV secolo avanti Cristo, poco dopo la fondazione della città. Lo scavo archeologico ha consentito di mettere in luce interessanti dati legati alla storia della chiesa e in particolare il rinvenimento di una lastra databile all'inizio dell'età moderna che reca una interessantissima ricostruzione con la pesca del tonno, attività marinara che da sempre ha costituito una fonte primaria di approvvigionamento alimentare e di ricchezza commerciale per la Sicilia".

La lapide funeraria, rinvenuta all'interno dell’edificio, nei pressi dell'abside, reca incisa una scena nella quale sono rappresentate, in modo ancora vivido le fasi della pesca e della lavorazione del tonno, compreso il momento della tradizionale "mattanza". La lapide era stata riutilizzata come copertura di una delle numerose cripte che si sono rinvenute all'interno della chiesa. La scena è resa a incisione; all'interno di un complesso sistema di reti da pesca collegate tra di loro e sostenute da galleggianti e semilunati, si muovono barche e tonni di varie dimensioni, oltre a figure umane realizzate schematicamente ma tratteggiate con sicurezza e vivacità. Tuttavia, forse la parte più interessante della scena si trova nella parte inferiore della lastra, dove sono illustrate la varie fasi della lavorazione del pescato: da sinistra a destra, infatti, si individuano il momento della pulizia e della scolatura dei tonni, appesi ordinatamente a testa in giù nei locali della tonnara e quindi preparati per la conservazione.

"Sembra sovraintendere - spiegano da SiciliaAntica - le operazioni di pesca e di lavorazione un personaggio posto in una posizione di rilievo, all'interno di un piccolo edificio fortificato rappresentato con i particolari architettonici (cupole, guglie, finestre, portali) ben caratterizzati. Potrebbe trattarsi del Rais citato nell'interessante iscrizione in latino tardo, dove sono riportati il suo nome, quello dei figli e la data della morte. La pesca del tonno, come è noto, è una delle attività tradizionali e millenarie della marineria della Sicilia. Fino a qualche anno fa la mattanza dei tonni era uno spettacolo, bello e violento, che attirava il turista interessato alle suggestioni etnografiche dell'Isola".

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