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Cronaca

Il figlio di Lando Buzzanca: "Pagherei perché papà mi riconoscesse, la sua testa non c’è più"

Le parole di Massimiliano Buzzanca: "Cosa mi direbbe? Mi pregherebbe: 'Se mi vedi senza dignità, lasciami andare'"

"Pagherei perché papà mi riconoscesse, purtroppo la sua testa non c’è più". Sono le parole di Massimiliano Buzzanca, il figlio di Lando Buzzanca, l'attore palermitano da giorni ricoverato al Policlinico Gemelli dopo la caduta da una sedia a rotelle. Il figlio, anche lui attore, 59 anni, è stato intervistato dal Corriere della Sera e ha parlato dopo il post su Facebook del dottor Fulvio Tomaselli.

"Il post l’ho visto - ha detto -. Sul fatto che Tomaselli sia il medico di mio padre... Ho sempre accompagnato papà a tutte le visite, specie negli ultimi anni perché non volevo che guidasse. Tomaselli: mai visto né sentito. E in casa non ci sono sue ricette o sue fatture per le prestazioni sanitarie. Ho deciso di presentare una denuncia querela alla procura e all’Ordine dei medici perché esiste il diritto alla privacy per tutti e non è possibile che certa gente parli e sparli della salute di mio padre sui social".

Sul peggioramento delle condizioni di salute del padre, Massimiliano Buzzanca ha spiegato: "Da anni non era più come prima. Quando nel 2016 aveva partecipato a Ballando con le Stelle, tanti colleghi mi avevano chiamato per chiedermi come stava perché lo vedevano “diverso”. E già da allora lui girava con un bigliettino nella tasca in cui era scritto il suo nome, il cognome, l’indirizzo di casa e il mio numero di cellulare. Ma, da grande attore quale era, riusciva sempre a dissimulare. Poi dopo la caduta del 2021 è peggiorato: ha perso lucidità, ha cominciato a non riconoscere più nessuno, a parlare per lallazioni, proprio come i bambini".

"A papà - ha proseguito - è stata diagnosticata una demenza senile grave, uno stato che è partito dall’afasia. Papà c’è ancora, ma la sua testa non c’è più. E per questo ho dei sensi di colpa fortissimi: continuo a chiedermi se non avessi potuto accorgermi prima di quello che gli stava accadendo, se non avessi potuto fare di più. E il solo pensiero di essere accusato di fargli del male mi fa una grande rabbia... Anche perché è una persona e una personalità talmente immensa che non si può pensare che dietro ci sia un complotto e che passi inosservato. Il personale dell’Rsa, i medici del Gemelli, se avessero avuto un solo dubbio su eventuali maltrattamenti, per altro ai danni di un personaggio pubblico, ci avrebbero già denunciato ai carabinieri e avremmo i fucili puntati contro".

"Se Lando potesse parlarle ancora una volta? Pagherei - conclude il figlio di Buzzanca - perché mi riconoscesse e mi chiamasse ancora una volta Massimiliano. Lui non ha mai abbreviato il mio nome, mi ha sempre chiamato Massimiliano. Cosa mi direbbe? Professionalmente mi farebbe i complimenti per il mio percorso. Personalmente mi pregherebbe: 'Se mi vedi senza dignità, lasciami andare'".


 

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