Cronaca

Carini: investe operaio che lo rimprovera, "sporcaccione" si consegna ai carabinieri

Un 37enne del Palermitano si è presentato in una delle stazioni dell'Arma di Milano, dove lavora. L'assurdo gesto è scattato dopo il rimprovero subito per aver gettato per strada un sacchetto. Il sindaco Monteleone: "Continuiamo a lottare per la civiltà"

Sapeva di aver sbagliato, di aver investito un giovane operaio solo perché lo aveva rimproverato per aver gettato un sacchetto d’immondizia dall’auto, e forse sentiva il fiato degli investigatori sul collo. Così ieri mattina si è presentato in una stazione dei carabinieri, a Milano, e ha deciso di assumersi le proprie responsabilità: “Sono stato io, non me ne sono accorto. In manette è finito un 37enne del Palermitano, U.A., denunciato per tentato omicidio e omissione di soccorso. Intanto migliorano le condizioni del 27enne travolto, ricoverato in un letto dell’ospedale Villa Sofia con una doppia frattura.

I fatti si sono verificati due giorni fa. Un operaio dell’Enel si trovava in via Amerigo Vespucci, a Carini, quando ha visto un automobilista lanciare i rifiuti dal finestrino della sua Citroen. Una scena di ordinaria inciviltà di fronte alla quale Giuseppe Cuccì ha deciso di non restare in silenzio, commetando sarcasticamente: "E complimenti...". L’uomo al volante però non ha gradito il fatto di essere stato ripreso e così ha fatto manovra e si è lanciato contro il 27enne, rompendogli tibia e collo del piede.

Subito dopo l’accaduto gli agenti della polizia municipale di Carini hanno avviato le indagini risalendo, grazie alle telecamere del sistema di sorveglianza comunale Aquila, al numero di targa di un’auto intestata a un’impresa di Castelvetrano. La stessa società, interpellata dagli investigatori, ha comunicato il nominativo della persona che si trovava al volante di quella Citroen. Era proprio il 37enne U.A., che nel frattempo era tornato nel capoluogo lombardo dove lavora.

Il sindaco di Carini Giovì Monteleone e tre componenti della sua giunta sono andati in ospedale per fare visita al giovane Cuccì. “Giuseppe ci ha detto candidamente che non ha fatto niente di speciale, che lui - ha dichiarato il primo cittadino - ritiene normale intervenire per richiamare gli altri alla civiltà. Oltre alle smorfie di dolore ho notato un’espressione di rammarico e sorpresa per quanto accaduto. E non può che renderci costernati e stupiti una reazione così criminale a chi in fondo ti richiama a essere civile”.

L'episodio ha portato il sindaco a fare alcune riflessioni: "Non dobbiamo rassegnarci. Intanto le forze dell’ordine hanno assicurato l’imbecille alla giustizia in tempi rapidissimi, a dimostrazione che le istituzioni esistono e funzionano e che sono degne della nostra fiducia. Continuare a lottare per la civiltà e il decoro è un dovere civico, una condizione di vita, e se vogliamo vivere in un territorio pulito niente e nessuno può fermarci, neanche gli imbecilli criminali e maleducati”.

“Volevo rassicurare amici, parenti, conoscenti e tutti coloro che in questi due giorni mi hanno pensato, che sto bene. L'intervento - scrive Cuccì dal letto dell’ospedale Villa Sofia - è riuscito. Adesso mi tocca guarire e tornare più forte di prima. Ringrazio tutti per l'affetto dimostrato, e vi chiedo di pregare affinché la persona che ha causato tutto ciò capisca quello che ha fatto. Non voglio che sprechiate il vostro tempo ad odiare lui, ma piuttosto statemi vicino che ne ho bisogno. Un abbraccio ad ognuno di voi e grazie”.

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