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"Palermo il posto più stupendo del mondo": il "ritorno" di Goethe, 200 anni dopo

La Rai celebra il poeta e drammaturgo tedesco a distanza di due secoli dalla pubblicazione del "Viaggio in Italia" con il programma "Dove fioriscono i limoni", seguendo le sue tracce, anche in Sicilia

"Nel giardino pubblico vicino al porto, trascorsi tutto da solo alcune ore magnifiche. E’ il posto più stupendo del mondo. Monte Pellegrino? Il promontorio più bello del mondo". Parole di Johann Wolfgang von Goethe, nel suo famoso “Viaggio in Italia”. Lo scrittore, poeta e drammaturgo si innamorò del capoluogo siciliano durante il suo periodo di permanenza nella Penisola e pubblicò in seguito l'opera "Viaggio in Italia", nel 1816. Per celebrare i 200 anni dalla pubblicazione Rai Radio3 ha ideato la trasmissione "Dove fioriscono i limoni" (al via il 6 febbraio per 22 sabati). 

Il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi: "Il titolo di questa serie di trasmissioni radiofoniche è 'Dove fioriscono i limoni', dove fioriscono i limoni è la più celebre delle sue poesie, la più celebre delle definizioni che Goethe ha attribuito all'Italia. Far fiorire un limone in Germania è effettivamente difficile". Radio3 seguirà le tracce di Goethe in Italia durante il suo "Grand Tour" compiuto quando il grande scrittore aveva 37 anni, un viaggio avvenuto tra il 1786 e il 1788, ma la cui pubblicazione avvenne solo nel 1816, quindi 28 anni dopo.

Goethe raggiunse via mare Palermo. "L'Italia, senza la Sicilia - scrisse - non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto". Proprio a proposito dei limoni e di Palermo, rimane celebre il suo ricordo: "Com'essa (riferito a Palermo, ndr) ci abbia accolti, non ho parole bastanti a dirlo: con fresche verzure di gelsi, oleandri sempre verdi, spalliere di limoni ecc. In un giardino pubblico c'erano grandi aiuole di ranuncoli e di anemoni. L'aria era mite, tiepida, profumata, il vento molle. Dietro un promontorio si vedeva sorgere la luna che si specchiava nel mare; dolcissima sensazione, dopo essere stati sballottati per quattro giorni e quattro notti dalle onde". Quindi, ancora su Palermo: "Non saprei descrivere con parole la luminosità vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei con­torni, la soavità dell'insieme, il degradare dei toni, l'armonia del cielo, del mare, della terra… chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita".

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