Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

La violenza di gruppo, indagato cambia avvocato e chiede la scarcerazione: attesa la decisione

Dopo l'udienza i giudici del Riesame si sono riuniti per analizzare l'istanza e stabilire se attenuare o meno la misura cautelare per Christian Maronia. A difenderlo, almeno sino ad oggi, c'era l'avvocato Musso che ha rimesso il mandato: "E' venuto meno il rapporto di fiducia"

Ancora pochi giorni e i giudici dovranno decidere sull’istanza di scarcerazione presentata da Christian Maronia, uno dei sette ragazzi indagati per lo stupro di una ragazza. Si è tenuta questa mattina l’udienza al tribunale del Riesame che dovrà decidere se rimettere in libertà il diciannovenne che si trova in cella, su disposizione del gip, dallo scorso 18 agosto.

L'udienza è stata anticipata da un "colpo di scena". L'indagato e la sua famiglia, infatti, avrebbero deciso nelle ore precedenti di cambiare legale senza però fare alcuna comunicazione al diretto interessato. Sino ad ora a difenderlo c’era l’avvocato Alessandro Musso che questa mattina era andato per discutere l’istanza e si è trovato invece a depositare un atto con cui rimetteva il proprio mandato.

"E' venuto meno il fondamentale rapporto di fiducia", ha detto l’avvocato Musso che è stato sostituito da un collega il quale, dopo la nomina voluta dalla famiglia, dovrà leggere gli atti sino ad ora a disposizione della difesa per decidere se accettare o meno l'incarico. A sostituirlo temporaneamente questa mattina, infatti, c'era un avvocato che difende un altro degli indagati. "In bocca al lupo ai nuovi difensori del ragazzo", ha detto Musso.

Maronia, trasferito dal Pagliarelli insieme agli altri sei su richiesta della direzione carceraria per questioni di sicurezza, era stato già ascoltato il 22 agosto scorso dal gip. In quell’occasione ha ammesso di avere iniziato un rapporto sessuale con la diciannovenne, spiegando inoltre di essersi accorto solo successivamente che Angelo Flores, l’unico ragazzo che la vittima conosceva, stava filmando tutto con il cellulare.

"La ragazza era consenziente - aveva riferito Maronia al giudice - poi però si è sentita male e io volevo solamente andarmene". Anche Samuele La Grassa, interrogato dopo di lui, aveva spiegato al gip che non si sarebbe reso conto della deriva che avrebbe preso la serata e che avrebbe quindi sbagliato a non andarsene. Stessa linea per Elio Arnao: la ragazza era consenziente, ma la situazione è degenerata.

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