Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Via Salvatore Badalamenti

Cinisi, via S. Badalamenti sarà rimossa: "Intitolarla a Felicia Impastato"

A lanciare la proposta i consiglieri Pd insieme al segretario provinciale. Salvatore Badalamenti era il fratello di don Tano, il boss che fece uccidere Peppino Impastato il 9 maggio del '78

La via Salvatore Badalamenti a Cinisi

Il segretario provinciale Carmelo Miceli e i consiglieri comunali del Partito Democratico di Cinisi Salvatore Catalano, Vera Abbate e Caterina Palazzolo hanno chiesto al sindaco di Cinisi, Gianni Palazzolo, di intitolare una strada a Felicia Bartolotta Impastato, mamma di Peppino, scomparsa il 7 dicembre del 2004.

Il prossimo 9 maggio, come ogni anno, a Cinisi un corteo commemorerà l'anniversario della morte di Peppino Impastato, il giornalista militante figlio di un mafioso che ha fatto della lotta alla mafia la sua ragione di vita. In quella occasione l'amministrazione comunale ha fatto sapere che provvederà a rimuovere ufficialmente la targa che intitola una vita a Salvatore Badalamenti, fratello del capomafia "Tano" Badalamenti, mandante dell'omicidio di Peppino, oggetto di polemiche nelle ultime settimane. "Il sindaco di Cinisi ha annunciato che, dopo il corteo - si legge sul programma pubblicato sul sito di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato - verrà rimossa ufficialmente la targa della via intitolata a Salvatore Badalamenti, partigiano, fratello di Tano Badalamenti". I rappresentanti del Pd locale: "Chiediamo di intitolare la medesima via a Felicia Bartolotta Impastato". 

"La madre di Peppino  - spiegano nella richiesta inviata al sindaco i consiglieri e il segretario provinciale - è stata quella donna Felicia_peppno_impastato-2straordinaria che, per prima, insieme al figlio Giovanni, ha avuto il coraggio di rompere il muro dell'omertà presentando, a pochi giorni dopo l'assassinio del figlio, un esposto alla Procura di Palermo in cui accusava il vero colpevole della morte di Peppino, Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi. Nel 1996 Felicia, insieme al figlio Giovanni e al Centro Impastato fa riaprire formalmente l’inchiesta giudiziaria conclusasi, solo l'11 aprile del 2002, con la condanna di Tano Badalamenti. Non c'è dubbio, dunque, che, Felicia rappresenti un esempio di vivere civile per la forza con cui, negli anni intercorsi tra l'omicidio e l'accertamento della verità, ha lottato per ottenere giustizia per il figlio, manifestando pubblicamente la necessità di avversare ogni logica mafiosa per accrescere la coscienza civile e coltivare i valori dell'onestà e del coraggio alla ribellione, contro la sopraffazione e l'insabbiamento della verità. L'impegno antimafia della signora Felicia, inoltre, si è concretizzato con la sua partecipazione attiva ad incontri con scolaresche, giornalisti e magistrati e nella pubblicazione del libro autobiografico “La mafia in casa mia”, diventando vero punto di riferimento nella lotta a Cosa nostra".

Salvo Vitale, socio fondatore della “Associazione culturale Peppino Impastato”, oltre che compagno di Peppino spiega a Terrasini Oggi chi era Salvatore Badalamenti: "A Cuneo, nel grande registro dove sono elencati i nomi delle vittime della violenza nazifascista, risultano i nomi di due cittadini di Cinisi, Vincenzo Maltese (un fratello di mia madre) e Badalamenti Salvatore, fucilati a distanza di qualche giorno. Il primo è iscritto nell’elenco dei civili e l’altro in quello dei militari". A Cinisi però non esiste una via dedicata a Vincenzo Maltese.

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