Cronaca

Intimidazione ad Altavilla, bruciata l’auto dell’imprenditore antiracket

Nuovo atto intimiditorio al commerciante di auto Gianluca Calì, al quale è stata distrutta con il fuoco una Bmw X5. L'imprenditore era stato al centro di uno degli ultimi servizi di Giulio Golia per il programma televisivo "Le Iene" sulla mafia di Bagheria e gli arresti dell'ultima operazione di polizia

L'auto di Calì incendiata ad Altavilla (foto Ismaele La Vardera)

Nuova intimidazione all’imprenditore che ha denunciato i suoi estorsori. Un incendio avvenuto ad Altavilla ha distrutto una Bmw X5 appartenente a Gianluca Calì, il commerciante di auto che quattro anni fa ha denunciato le richieste di pizzo subite dai mafiosi. E’ uno dei trentasei che hanno collaborato con le forze dell’ordine che hanno portato all’arresto di 22 persone a Bagheria. Ad aprile gli furono in concenssionaria rubate due auto, ritrovate bruciate nel Nisseno.

A denunciare l’accaduto è stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato e componente della commissione Antimafia, Mario Michele Giarrusso. "Andrò in Prefettura a Palermo - ha dichiarato - per sollecitare strumenti più adeguati per la protezione di Calì. Il prefetto precedente aveva sottovalutato la situazione non fornendo alcuna protezione a lui che ha denunciato gli estorsori".

L’imprenditore è stato intervistato dall’inviato Giulio Golia durante uno degli ultimi servizi del programma televisivo "Le Iene" su Italia 1. “Una delle cose che mi preoccupa di più - ha dichiarato Calì - è proteggere i miei figli. Sono stati avvicinati a scuola mentre erano con la baby sitter. Conoscono i loro spostamenti, i loro orari e tutto il resto”, dice dopo essere salito a bordo della sua auto blindata e a prova di kalashnikov.

CONFCOMMERCIO - "Ancora intimidazioni nei confronti di chi denuncia. L'attentato nei confronti di Calì  deve avere come conseguenza una forte reazione di società civile, associazioni e istituzioni. Per noi è indispensabile, infatti - dice Patrizia Di Dio, Presidente di Confcommercio Palermo -, che parallelamente a sostenere la denuncia e la promozione di una cultura della libertà di impresa che reagisca ai tentativi di estorsione e prevaricazione, ci debba essere Il nostro sostegno e quello della società civile a favore di chi denuncia. Chi compie un passo del genere, soprattutto in questi territori - conclude la Di Dio -, non può essere lasciato solo, noi siamo al  fianco di questi imprenditori a rivendicare il diritto alla tutela da parte dello Stato".
 

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