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Cronaca

Rischiava di perdere la mano per un petardo, i chirurghi gli salvano due dita

I medici del Policlinico sono riusciti a ricostruire pollice e mignolo al dodicenne di Carini che, durante la notte di Capodanno, aveva raccolto una "cipolla" per strada che poi è esplosa. Un'equipe di psicologi adesso seguirà il giovane affinché prenda consapevolezza di quanto accaduto

Salvate due dita al dodicenne che durante la notte di Capodanno ha raccolto per strada un petardo, una "cipolla", che gli è esploso in mano. E’ il risultato dell’operazione alla quale è stato sottoposto il giovane di Carini portato al pronto soccorso del Cervello in condizioni disastrose. Numerosi sono stati gli interventi dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine allo scoccare della mezzanotte della notte di San Silvestro.

“L’arto era devastato dall’esplosione. Siamo riusciti - spiega Adriana Cordova, primario di Chirurgia plastica del Policlinico dove c’è un centro specializzato - a ricostruire e salvare il pollice e il mignolo. Le altre dita sono compromesse. L’indice è stato amputato. Abbiamo dovuto asportare qualche falange tra medio e anulare”.

Dopo l’operazione chirurgica il dodicenne è rimasto sott’osservazione per via delle condizioni dei tessuti danneggiati dall’esplosione. “Il paziente - prosegue la dottoressa Cordova - è stato molto coraggioso e molto forte ha collaborato con sorprendente carattere. Peccato che ancora oggi a causa dei botti succedano gravi episodi che segnano per sempre la vita dei giovani”.

In queste ore il ragazzo sarà assistito da un’equipe di psicologi che lo sosterranno nel percorso previsto per prendere consapevolezza di quanto accaduto. I genitori sono stati e sono tuttora al fianco del loro figlio. Le indagini sull’ennesimo grave incidente provocato dai botti di fine anno sono condotte dai carabinieri della compagnia di Carini.

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