Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Libertà / Via Filippo Cordova

"Operato al femore sbagliato", pensionato muore dopo un intervento: aperta un'inchiesta

I carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche nella casa di cura Latteri di via Filippo Cordova dopo il decesso di un 89enne originario di Giuliana. I pm hanno disposto l'autopsia per chiarire se ci sia o meno un nesso fra l'errore e la morte dell'uomo. Dalla struttura: "Siamo addolorati, massima collaborazione con la magistratura"

L’intervento non sarebbe andato come previsto e alla fine il paziente, qualche ora dopo essere uscito dalla sala operatoria, è andato in arresto cardiocircolatorio e non ha pù riaperto gli occhi. È successo questa mattina alla casa di cura Latteri di via Filippo Cordova dove è morto un uomo di 89 anni originario di Giuliana. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per sequestrare la cartella clinica e il medico legale per eseguire l’ispezione cadaverica. I familiari invece sono andati in caserma per presentare denuncia dopo un errore che lo stesso chirurgo, come confermato dalla struttura convenzionata, avrebbe riferito quando ancora l'operazione non era terminata: "Abbiamo sbagliato femore". A chiarire se sia stato l’errore a provocare il decesso o meno sarà la Procura che ha aperto un’inchiesta disponendo l’autopsia al Policlinico.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo si trovava nella casa di cura in zona Libertà per sottoporsi oggi a un intervento per una frattura al femore riportata a causa di una caduta risalente a domenica. L’anziano - cardiopatico e con pacemaker - è entrato nella casa di cura e, una volta terminate le procedure propedeutiche, è andato sotto i ferri. Dopo l’incisione l’equipe medica si sarebbe accorta che il lato in cui era stata eseguita l’incisione era quello sbagliato. Il chirurgico, preso atto dell’errore, avrebbe suturato il taglio e raggiunto i familiari e spiegare loro l’accaduto. Una volta chiarita la situazione, il chirurgo è tornato in sala operatoria dove c’era ancora il paziente sotto anestesia per riprendere l’intervento, questa volta nel lato giusto.

Qualche ora dopo l'operazione il paziente è andato in arresto cardiocircolatorio e, nonostante la presenza di due medici rianimatori che hanno fatto il possibile per rianimarlo, per lui non c'è stato nulla da fare. I familiari, scoperta la tragedia, hanno richiesto l'intervento di una pattuglia dei carabinieri della stazione Crispi che hanno sequestrato le cartelle che serviranno per ricostruire la storia clinica del pensionato.

"La direzione sanitaria ed amministrativa - si legge in una nota inviata dalla casa di cura Latteri - esprimono sincero cordoglio per la morte del paziente e partecipazione piena del dolore dei familiari. La casa di cura, che giornalmente affronta casi di fratture di femore nell’anziano, ricorda che dai dati regionali e nazionali, la mortalità oscilla tra il 10 ed il 15% dei soggetti anziani e tale dato cresce proporzionalmente all’età del paziente. Lo staff medico presente in sala operatoria, compresi due anestesisti rianimatori, ha messo in atto tutto il possibile per salvare la vita del paziente che, al temine dell’intervento, ha avuto un arresto cardiocircolatorio. Si ritiene che il decesso sia purtroppo un evento imprevisto ed imprevedibile, e ci si affida, con la massima fiducia, alle verifiche che la magistratura riterrà di fare offrendo, sin d’adesso, la massima collaborazione".

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