Sistema tram, deputato M5S scrive al ministro per il Sud: "Ombre sull’iter del progetto"

Il Pums arrivato dopo i progetti delle linee tranviarie e senza la Valutazione ambientale strategica, la commissione affidata a un "non dirigente" che oggi si trova ai domiciliari. Questi e tanti altri i dubbi esposti al Governo da Adriano Varrica con un'interpellanza

Lo smantellamento di un terminal, la rimozione delle barriere e delle catenarie, lo spostamento dei binari e la modifica tecnologica delle vetture. E ancora: la commissione affidata a un non dirigente oggi sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari dopo un’inchiesta per corruzione al Comune, il Pums arrivato dopo i progetti e senza la necessaria Valutazione ambientale strategica. C’è questo e tanto altro nell’interpellanza che vede presentata dal deputato nazionale Adriano Varrica (M5S) e inviata a Giuseppe Provenzano e Paola De Micheli, rispettivamente ministro per il Sud e la Coesione territoriale e ministro delle Infrastrutture e trasporti. “Sussistono preoccupanti ombre - scrive - relative all’iter amministrativo di tale progetto” e chiede “se il Governo ne sia a conoscenza e intenda promuovere un’approfondita istruttoria per rivalutare la revisione e programmazione dell’intervento”.

Nell’atto depositato una decina di giorni fa il deputato ripercorre le tappe fondamentali che hanno portato al finanziamento dell’opera faraonica voluta dal Comune per rivoluzionare la mobilità a Palermo. Si parte dal Po Fesr 2007-2013 con cui è stata cofinanziata con oltre 137 milioni di euro la costruzione di tre linee tranviarie (lavori appaltati nel 2006 con messa in funzione a fine 2015) e si prosegue con il Patto per Palermo con cui il presidente del consiglio e il sindaco Leoluca Orlando hanno dato il via alla “fase II” prevedendo 198 milioni per la realizzazione delle tratte A, B e C. Nella stessa delibera di presa d’atto (n. 89/2016) è stato nominato come rappresentante del Comune nel comitato di indirizzo e controllo l’architetto Mario Li Castri, ex dirigente a tempo e oggi funzionario arrestato e sottoposto ai domiciliari con l’operazione “Giano Bifronte”.

A questo passaggio il deputato dedica qualche rigo: “La nomina appare in contrasto con l’articolo 107, comma 3, lettera A del decreto legislativo 267/2000 per cui le presidenze delle commissioni di gara e di concorso sono attribuite esclusivamente ai dirigenti sulla base dei regolamenti dell'ente”. Così come “l’articolo 12 del Regolamento del comune di Palermo sull'ordinamento degli uffici, all'articolo 12, comma 14”. Sulla scorta di queste considerazioni Varrica definisce la nomina dell’architetto Li Castri “di dubbia legittimità in quanto effettuata dal Sindaco e non dal segretario generale” anche in virtù del fatto che “lo stesso era titolare di un incarico dirigenziale a tempo determinato”. Oltre al fatto di essere stato condannato, come cittadino, per lottizzazione abusiva nel marzo del 2018 e arrestato a febbraio scorso con l’accusa di corruzione nella sua qualità di funzionario comunale.

"Irregolarità sulla commissione giudicatrice"

PORTO DI PALERMO, ARRIVANO PRIMI 39 MILIONI PER CANTIERE NAVALE. VARRICA (M5S): “RILANCIO CANTIERE NOSTRA PRIORITÀ, MASSIMO SUPPORTO AL PRESIDENTE MONTI” Nel ricostruire le ulteriori tappe per arrivare fino a giorni nostri il deputato cita due ricorsi “tuttora pendenti al Tar presentati da Confcommercio e da un comitato di cittadini le cui argomentazione si intendono qui richiamate” e la nota dell’assessorato regionale all’Ambiente che ha chiesto al Comune di presentare un’istanza per un procedimento di valutazione ambientale strategica (Vas) di uno strumento di pianificazione organica del sistema tramviario (individuato nel cosiddetto Piano urbano per la mobilità sostenibile, al fine di poter effettuare una valutazione ambientale strategica complessiva”. Vas che, secondo il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di agosto 2017 che impone, in linea con la normativa nazionale ed europea, di completare l’iter prima dell’adozione e dell’approvazione del Pums.

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“Ciò non è avvenuto a Palermo - scrive Varrica - in quanto il piano è stato adottato con delibera di giunta 121/2019 contestualmente all’istanza per l’avvio della Vas. Alla data odierna non risulta ancora definito il rapporto ambientale previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo 152/2006 che ‘accompagna l’intero processo di elaborazione e approvazione’ del piano”. Il deputato conclude l’interpellanza sottolineando quanto sia prioritario finanziare la realizzazione della linea C per consentire di chiudere e ottimizzare il circuito esistente. La realizzazione delle tratte A e B è alla base delle criticità sollevate da cittadini e associazioni di categoria”. Quindi le conclusioni sulle ombre che avrebbero caratterizzato l’iter del progetto inserito nel Patto per Palermo. La parola ora passa al Governo e il delegato a rispondere sarà il ministro per il Sud e la Coesione.

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