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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Intercettazioni del Colle, Messineo: “Non vanno distrutte”

Il Capo della procura di Palermo boccia il "lodo Salvi". Poi in merito alla situazione attuale dice: ''si tratta di una norma eccezionale'' in cui ''non rientra esplicitamente la figura del Capo dello Stato''

''Noi siamo ovviamente d'accordo sull'esigenza finale di distruggere quei testi, e io l'ho già scritto alla stessa Avvocatura, ma il dissenso verte sul procedimento da seguire. Noi riteniamo che non ci sia una norma che la consente fuori da quanto stabilisce l'articolo 268 del codice di procedura, davanti a un giudice e con la necessaria partecipazione delle parti''. E' quanto afferma in un'intervista al quotidiano La Repubblica il Capo della procura di Palermo, Francesco Messineo, che boccia il 'lodo Salvi' sulle intercettazioni che riguardano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

''Io preferisco chiamarla circolare Salvi - spiega Messineo -. Lo trovo uno scritto molto ben argomentato, sicuramente non banale e meritevole di attenzione. Ovviamente conosciamo benissimo la norma del 271 del codice di procedura e abbiamo fatto le nostre riflessioni attente su di essa. Ma non ritengo che possa risolvere il nostro problema'', poiché, prosegue, ''si tratta di una norma eccezionale'' in cui ''non rientra esplicitamente la figura del Capo dello Stato''. Per Messineo, ''il 271 ha una lacuna inammissibile e che dovrebbe essere colmata ma può farlo il legislatore o la Consulta giudicando la sua costituzionalità nella parte in cui non prevede una speciale protezione per il presidente''.

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