Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Caso Crocetta-Tutino, L'Espresso e due giornalisti condannati per diffamazione

Dovranno versare 30 mila euro come risarcimento danni. Nelle scorse settimane il cronista Piero Messina è stato ascoltato in aula e sulla frase secondo cui Lucia Borsellino andava "fatta fuori come il padre" ha detto: "Nella bozza non c'era, ci entra per un editing della direzione"

I corridoi del palazzo nuovo del Tribunale

Condannati a risarcire 30 mila euro all’ex primario di Chirurgia plastica di Villa Sofia. Così ha deciso il giudice civile del tribunale di Palermo per l’ex direttore de L’Espresso Luigi Vicinanza e per i giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi, citati in giudizio per diffamazione da Matteo Tutino per gli articoli pubblicati sul settimanale tra il 16 e il 31 luglio 2015. Altri 20 mila euro dovrà versarli come provvisionale il gruppo editoriale.

I due giornalisti sono gli autori degli articoli in cui si raccontava di una conversazione fra l’ex governatore Rosario Crocetta e il suo medico, Matteo Tutino. Durante la telefonata l’ex primario avrebbe detto, riferendosi all’allora assessore alla Sanità Lucia Borsellino, che andava "fatta fuori". Un’intercettazione smentita dalla Procura e confermata dal settimanale in diverse occasioni ma di cui, ad oggi, non è stata ancora trovata traccia. 

A scatenare il caso sarebbe stata la seconda parte di quella frase, ovvero che Lucia Borsellino andava fatta fuori "come il padre". Questo passaggio è stato discusso poche settimane fa da uno dei cronisti davanti al giudice Salvatore Flaccovio, al pm Claudio Camilleri e agli avvocati. Piero Messina ha raccontato che la seconda parte della frase incriminata, non opportunamente verificata, non faceva infatti parte della bozza inviata a L’Espresso.

A inserirla sarebbe stato qualcun altro tra i vertici del settimanale che avrebbe provveduto all’editing finale che portato dentro le virgolette il "riferimento stragista": "Ci entra perché c’è un editing nella direzione del giornale. Nell’articolo originale - ha dichiarato Messina - non c’erano le virgolette". Ad aprile scorso era arrivata anche la condanna per diffamazione nei confronti dell'ex presidente della Regione Rosario Crocetta.

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