Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Integrazione nelle scuole: Lazaar e Ujkani al Cannizzaro con 200 studenti

Lega Serie A e Uisp lanciano "Il CalciaStorie": giocatori e ragazzi protagonisti contro ogni forma di discriminazione. hanno avuto modo di raccontare le personali esperienze di vita e di integrazione

Ujkani e Lazaar con i ragazzi del Cannizzaro

Il progetto nazionale "Il CalciaStorie", lanciato da Lega Serie A e Uisp per diffondere tra i giovani la cultura dell'integrazione e della tolleranza attraverso il calcio, ha fatto tappa stamattina al liceo scientifico statale "Cannizzaro" di Palermo. All'incontro con gli studenti del liceo hanno partecipato due calciatori del Palermo, il terzino Achraf Lazaar e il portiere Samir Ujkani, assieme al team manager Alessio Cracolici e al segretario del settore giovanile Lorenzo Farris.

All'iniziativa al "Cannizzaro", moderata dal giornalista Massimo Pullara, hanno partecipato anche il direttore marketing e diritti audiovisivi Lega Serie A, Fabio Santoro, il responsabile nazionale del progetto, Daniela Conti, il presidente Uisp Palermo, Salvo Di Bella, la referente palermitana del progetto, Sonia Aalai, la preside del liceo Annamaria Catalano, l'assessore comunale allo Sport, Cesare Lapiana, e il consigliere comunale del Pd Rosario Filoramo.

Durante l'incontro è stato proiettato il video realizzato da Sky Sport con Federico Buffa, tratto dal libro di Matteo Marani "Dallo Scudetto ad Auschwitz", che racconta la storia di Arpad Weisz, allenatore ungherese di origini ebraiche che, dopo la promulgazione delle leggi razziali, fu costretto a fuggire prima a Parigi e poi nei Paesi Bassi. Da lì, dopo l'occupazione nazista, venne deportato ad Auschwitz, dove morì con i familiari nel 1944.

Anche Lazaar e Ujkani hanno avuto modo di raccontare le personali esperienze di vita e di integrazione. "Sono in Italia fin da piccolo, sono ormai undici anni - racconta il terzino -. Imparare nuove culture è bello, nel calcio conta essere uniti, accogliere chi arriva da fuori, la diversità non è un problema. È uno sport che aiuta a crescere, che insegna i valori dell'educazione. Quando sono arrivato mi sono iscritto all'oratorio perchè non conoscevo una parola, sono stati i ragazzi a insegnarmi l'italiano". "Ho tanti amici italiani - prosegue Lazaar - Sono venuto qui con la speranza di diventare qualcuno. Esperienze di razzismo non ne ho vissute, sono in Italia da tanto tempo, conosco sia la cultura italiana sia quella marocchina e mi sono sempre sentito accolto. Sono stato fortunato".

"Quando entri in campo - interviene il portiere - conta solo la squadra, non certo da quale nazione provieni. Interessa solo il risultato. Fuori dal campo invece hai l'opportunità bellissima di imparare tante cose nuove. Il calcio è uguale in tutto il mondo, quando entri in campo l'unico obiettivo è fare bene. Siamo tutti uguali, bisogna rispettare tutti. Io sono kosovaro, sono scappato dalla mia terra a causa della guerra, sono andato a vivere in Belgio e poi il Palermo mi ha visto giocare e mi ha comprato. So bene cosa vuole dire cambiare paese e integrarsi in una nuova mentalità conservando al tempo stesso la tua identità".

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