Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

"Insulti e offese al presidente Sergio Mattarella sui social", inflitte altre cinque condanne

I commenti lesivi, come "corrotto", "feccia" e persino "pezzo di mafioso", erano stati lasciati dagli imputati sulla pagina Facebook dell'associazione "Fiori di acciaio" nel 2018, sotto una fotografia del Capo dello Stato pubblicata per solidarietà dopo i duri attacchi per non aver voluto nominare Paolo Savona al ministero dell'Economia

"Vecchio di m...", "feccia", "traditore", "ciarlatano", "corrotto", "marionetta", "schiavo e sottomesso", "servo dell'Europa" persino "vatti ad ammazzare" e "merita la galera". Qualcuno era per giunta arrivato a dare del "pezzo di mafioso" proprio al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui fratello, il presidente della Regione Piersanti è stato ucciso dalla mafia nel 1980. Insulti scritti sui social nel 2018 che per 5 imputati adesso si sono trasformati in altrettante condanne per aver offeso l'onore e il prestigio del Capo dello Stato.

Il gup Walter Turtirici, che li ha processati con il rito abbreviato ha inflitto la pena (sospesa) di 10 mesi e 20 giorni a Isabella Abbate, Emanuele Anello, Rosa Crivello, Salvatore Marciante e Giovanni Cataldo di Isola delle Femmine. A tutti il giudice ha concesso le attenuanti generiche. 

Come emerso dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, gli imputati (assieme ad altri finiti a processo) il 27 novembre del 2018 si sarebbero scatenati con i commenti lesivi e gli insulti sulla pagina dell'associazione "Fiori di acciaio" che su Facebook, per solidarietà a Mattarella, in quei giorni sotto attacco perché aveva scartato la proposta dell'allora governi M5S-Lega, guidato da Giuseppe Conte, di nominare Paolo Savona al ministero dell'Economia.

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