Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Dario Fo "vestito” da sant’Ambrogio: a Milano ancora un'opera dell’urban artist palermitano 

L'intenzione questa volta è denunciare il momento buio che il teatro e tutti i suoi lavoratori vivono. L'installazione, realizzata da Igor Scalisi Palminteri, è comparsa in piazza XXV Aprile e in via dell'Innovazione. L'artista: "Vogliamo i teatri aperti per celebrare l’arte"

Dario Fo "vestito” da sant’Ambrogio è il protagonista di un'installazione di denuncia comparsa a Milano. A disegnarlo è stato l’urban artist palermitano, Igor Scalisi Palminteri, già autore nel capoluogo lombardo di un murale dedicato al patrono della città. "Ho disegnato Dario Fo 'vestito da sant’Ambrogio - afferma l'artista - per ricordare Ambrogio. Per Ricordare Dario Fo. Per ricordare che il teatro e tutti i suoi lavoratori vivono uno dei momenti più bui della storia dell’arte di tutti i tempi! Vogliamo - conclude Palminteri - i teatri aperti per celebrare l’arte e non vivere di solo pane!".

Un'opera di denuncia la sua, posizionata prima in piazza XXV Aprile e poi in via dell'Innovazione dove si trova il Teatro degli Arcimboldi, il secondo più importante d'Europa. "Ci è piaciuta l’idea - dice la palermitana Stefania Morici, art producer e fondatrice di Arteventi, un network di creativi esperti del mondo dell'arte, della cultura, dell’architettura e del design - di riposizionare l’installazione di un grande artista e attore come Dario Fo, che è stato anche premio Nobel e conosciuto a livello internazionale, proprio davanti a un teatro, simbolo di forza e contemporaneità come il Teatro degli Arcimboldi". 

E' sua l'idea dell'iniziativa che vuole sostenere i luoghi della cultura e dell’arte che in questo momento sono chiusi e che vede coinvolti diversi artisti. Palminteri è uno di questi. In tutto sono 16. Ventuno le installazioni, create da Patrizio Travagli, e dislocate in 21 luoghi diversi, sempre a Milano. "Esiste una sacralità nel teatro, dove si officia una vera e propria liturgia: Scalisi Palminteri - aggiunge Morici - ha immaginato due altari, uno in cui si celebra la devozione a Cristo, l'altro in cui si muove un vescovo del teatro. Le due figure coincidono nel rispetto nei confronti dell’uomo. Un lavoro che amo tantissimo". La sua campana, come le altre, è stata calpestabile nel capoluogo lombardo dal 29 marzo al 4 aprile, giorno di Pasqua. "Poi - conclude Morici - sono state tolte per evitare assembramenti ma presto riprenderanno vita in un documentario che racconterà la bellezza, la forza, il carattere della città di Milano che sta affrontando uno dei periodi più difficili della sua storia, ma che è in grado di reagire e di lanciare messaggi di energia, speranza e fiducia nel futuro. Quasi un flash mob complesso, un progetto di storytelling metropolitano, fuori da musei e collezioni".

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