Installazione vandalizzata in piazza Magione: distrutte anche le altre due barriere

Non c'è pace per l'opera realizzata dall'artista Giuseppe Lana per ÜberMauer danneggiata per la prima volta lo scorso 9 novembre. Il lavoro prodotto grazie a sostenitori privati e alla Fondazione Merz fa parte del percorso di mostra della Biennale arcipelago Mediterraneo

L'installazione danneggiata in piazza Magione

Non c'è pace per l'installazione "Crossover" realizzata da Giuseppe Lana per ÜberMauer in piazza Magione. L'opera già vandalizzata lo scorso 9 novembre è stata ulteriormente danneggiata: anche le ultime due barriere meccaniche che erano rimaste in piedi sono state distrutte. 

Il lavoro prodotto grazie a sostenitori privati e alla Fondazione Merz fa parte del percorso di mostra della Biennale arcipelago Mediterraneo resterà aperto fino all'8 dicembre. Proprio per questo subito dopo il primo atto vandalico l'assessore alle Culture Darawsha aveva fatto sapere che l'opera sarebbe stata riparata: "Il cambiamento culturale non si fermerà, la ripristineremo. L'arte contemporanea serve a far discutere e le critiche sono ben accette, ma non accetteremo mai atti di violenza. Le opere d'arte possono essere criticate ma non danneggiate. Per questo motivo non intendiamo arrenderci a questi incivili. Porteremo avanti la Biennale ripristinando l'opera, mettendola in sicurezza". 

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L'installazione utilizza la metafora delle barriere meccaniche enfatizzando il concetto di spazio. Poste l’una accanto all’atra esse formano un quadrato, con le aste abbassate delimitano uno spazio e lo racchiudono. Di contro, quando queste sono alzate, permettono il passaggio, eliminando ogni forma di confine. La ripetizione meccanica e automatica delle quattro barriere crea una tensione che riaccende sempre più la questione tra apertura e chiusura, accoglienza e rifiuto. "Dibattito - spiegava l'assessore su Facebook - che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo e che mai come in questi tempi è forte e presente nella società contemporanea. Le 4 barriere mobili diventano anche un ring per un complesso intreccio e scambio di idee ed opinioni come una agorà, come lo è piazza Magione, cuore di una Palermo mutevole, intensa".

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