La fuga e il pugno all'agente: lancio di oggetti dai balconi contro la polizia per impedire arresto

Una volante ha ingaggiato un inseguimento che si è concluso in una stradina dello Sperone. Lì l'uomo è sceso dall'auto, ha colpito un poliziotto e ha raggiunto casa. Poi l'arrivo dei rinforzi e l'arresto. Ma nella direttissima il giudice non ha disposto per lui nessuna misura cautelare

La polizia in passaggio Nicola Barbato

Sfreccia all’incrocio e imbocca una via contromano ma per sua sfortuna, proprio in quel momento, stava passando una volante. “Alt, polizia” gli hanno urlato gli agenti prima di lanciarsi in un inseguimento che si è concluso poche centinaia di metri più avanti, sotto casa del fuggitivo. Qui però alcuni residenti di passaggio Nicola Barbato, allo Sperone, sono scesi in strada mentre altri hanno iniziato a lanciare bicchieri, piatti e bottiglie dai balconi per ostacolare l'arresto. In manette è finito S.G., 41 anni, accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Non manca niente alla storia dell’arresto avvenuto la sera del 5 marzo scorso alle spalle della scuola materna Piersanti Mattarella. Una pattuglia del commissariato Brancaccio stava eseguendo un servizio di controllo notturno quando intorno alle 23 si è imbattuta nella Fiat Punto di S.G., all’altezza di via XXVII Maggio. A nulla sono servite luci lampeggianti e sirene. Il 41enne ha spinto il piede sull’acceleratore ed è scappato a tutta velocità tra le strade dello Sperone. "Arrivato sotto casa si è fermato - dicono dalla Questura - è sceso dall’auto e, in preda ai fumi dell'alcol, si è scagliato contro uno dei due agenti colpendolo con un pugno in faccia".

Dopo essersi liberato dalla presa del poliziotto S.G. è salito a casa, in passaggio Bernardino Verro e si è affacciato al balcone. E da lì si è messo a urlare e insultare gli agenti. A dargli manforte alcuni vicini che, insieme a lui, hanno iniziato a lanciare oggetti dai balconi nel tentativo di “scoraggiare” la pattuglia. I poliziotti di Brancaccio a quel punto hanno chiesto rinforzi via radio e sono riusciti a raggiungere il 41enne, arrestarlo e portarlo in commissariato. In quei minuti la strada si è riempita di auto della polizia ed è calato il silenzio.

Il 41enne ha passato la notte in commissariato a smaltire i fumi dell’alcol prima del processo per direttissima che si è celebrato il mattino successivo. Anche al palazzo nuovo del tribunale l’uomo non avrebbe perso occasione per minacciare gli agenti, davanti a testimoni, ai carabinieri presenti in aula per un’altra udienza e davanti al pm che aveva chiesto per lui i domiciliari. Dopo l’analisi degli atti il giudice ha convalidato l’arresto però senza disporre alcuna misura cautelare se non detenuto per altra causa, chiedendo però con massima urgenza l’intervento degli assistenti sociali.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il 41enne (con precedenti per droga, resistenza e violenza a pubblico ufficiale) è stato inoltre denunciato per il reato di guida senza patente. Il caos e la folla di quella sera non avrebbero consentito di procedere con il sequestro dell'auto, da quella sera segnalata a tutte le pattuglie in circolazione con l'obiettivo di rintracciarla e affidarla a una ditta autorizzata per la custodia.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, ordinanza di Musumeci: "Un esercito di medici per contrastare il Covid"

  • Omicidio a Camporeale, colpi di pistola in piazza: morto un ragazzo di 26 anni

  • Le mosse anti Covid di Orlando: nessun coprifuoco ma divieto di sostare in strada

  • Maestra positiva al Covid e classe d'asilo in quarantena, i genitori: "Comunicazione arrivata tardi"

  • Ordinanza di Orlando, divieti non solo in centro: "Ecco le strade dove non ci si potrà fermare"

  • Gli insulti, la sparatoria in piazza e la chiamata al 112: "Questa è l'arma con cui l'ho ucciso"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PalermoToday è in caricamento