Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

S'insedia il nuovo presidente del tribunale Morosini: "Questa sarà la casa dei diritti di tutti"

La cerimonia si è svolta stamattina al palazzo di giustizia. Il magistrato, che nell'ultima fase è stato sostituto procuratore in Cassazione, in realtà "torna a casa", visto che ha lavorato per oltre 25 anni a Palermo. "La credibilità della nostra categoria è stata minata dagli scandali, siamo qui per infondere fiducia svolgendo un servizio"

"Il tribunale sarà la casa dei diritti di tutti". E non a caso il nuovo presidente del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, nel giorno del suo insediamento, ha deciso di invitare i rappresentanti della varie comunità presenti in città, a cominciare dall'imam della moschea, lo sceicco Badri Al Madani. Durante la cerimonia, molto partecipata, Morosini non ha mancato di ricordare che, dopo gli scandali che hanno coinvolto una parte della magistratura, "siamo qui per infondere fiducia svolgendo un servizio" e "dobbiamo ripartire dai comportamenti quotidiani, dalle piccole azioni di tutti i giorni, con la capacità di ascoltare ogni interlocutore".

Per Morosini, finora sostituto procuratore in Cassazione, questo è "un ritorno a casa", come ha sottolineato il procuratore generale Lia Sava, visto che a Palermo ha lavorato per anni. "Per me è un onore - ha detto il neopresidente - sono venuto da un piccolo centro della Romagna, Cattolica, subito dopo le stragi del 1992 e ci sono rimasto per 25 anni, sentendomi un figlio adottivo di questa città". E nel tribunale che ora dirigerà vuole portare proprio "l'accoglienza e l'apertura a varie sensibilità" che "sono il patrimonio e la ricchezza culturale di Palermo".

Morosini vuole che il tribunale sia "anche quello delle tante minoranze, non solo etniche" ed ha fatto riferimento ai lavoratori più sfruttati e senza diritti "come i rider e quelli del settore della logistica", ma ha puntato l'attenzione anche sul tema dell'uguaglianza di genere e dei migranti, recitando e ricordando l'articolo 3 della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Il presidente del tribunale ha anche rimarcato che "questa è una stagione particolare" e come, ad esempio, la gestione dei "fondi del Pnrr possono essere una grande opportunità". Non ha evitato il tema degli scandali che hanno colpito la magistratura negli ultimi anni, sostenendo che "dobbiamo chiederci come siamo percepiti dall'opinione pubblica e nei nostri confronti non c'è più quella fiducia acritica di un tempo" perché "è stata minata la credibilità dei magistrati", invitando a "ripartire dalle azioni quotidiane".

Infine - e senza nascondere la commozione - Morosini ha voluto ricordare l'avvocato Alessandro Parini, che lo ha difeso nella causa amministrativa che lo ha portato a diventare presidente del tribunale al posto di Antonio Balsamo, e che è morto lo scorso 7 aprile nell'attentato di Tel Aviv, ed è "tra le persone che hanno contribuito al mio ritorno qui". Poi ha voluto ringraziare la sua compagna, Titti, magistrato anche lei, la madre, la sorella e il nipote. "Un'altra persona non è fisicamente in questo luogo ma cammina sempre al mio fianco ed è mio padre, questa giornata voglio dedicare a lui", ha concluso.

La cerimonia di insediamento si è svolta davanti alla prima sezione penale del tribunale, presieduta da Raffaele Malizia. A dare il bentornato a Morosini sono stati il presidente della Corte d'Appello, Matteo Frasca, che lo ha definito "un magistrato di livello autenticamente straordinario". Il procuratore generale Sava, che ha sottolineato come "apparteniamo alla stessa generazione di magistrati che hanno lasciato i loro luoghi natii per venire qui dopo le stragi", ha voluto condividere un ricordo personale: "Venticinque anni fa, nel 1998, eravamo nei corridoi di questo palazzo, giovani e stanchi e proprio Piergiorgio disse che la nostra stanchezza era buona, se serviva per fornire giustizia, valeva la pena di fare ogni sacrificio". Il procuratore della Repubblica Maurizio De Lucia ha ripetuto a Morosini le parole che per lui aveva usato il suo predecessore, Francesco Lo Voi: "Oggi è una bella giornata". Alla cerimonia - oltre ai massimi vertici militari, delle forze dell'ordine e civili - ha preso la parola anche il presidente dell'Ordine degli avvocati, Dario Greco, che ha rinnovato la sua collaborazione e chiesto di "non dimenticare gli ultimi".

"Rivolgo il più sentito augurio di buon lavoro, a nome mio e dell’amministrazione comunale, al neopresidente del tribunale, Piergiorgio Morosini. Lo aspetta un lavoro complesso in un territorio che sconta gravi disagi, anche in considerazione della sempre attuale minaccia mafiosa", ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla, che ha partecipato alla cerimonia. E ha aggiunto: "Concordo inoltre con il presidente sull’importanza dei fondi stanziati dal Pnrr per la nostra città, una risorsa preziosa per lo sviluppo del territorio, sulla quale bisogna vigilare affinché non si perda questa opportunità. Sono certo che il neopresidente saprà alimentare al meglio, grazie ad una lunga e comprovata esperienza professionale, il processo di cambiamento in atto, verso il consolidamento di una rinnovata cultura della legalità, in ogni ambito, che può fare di Palermo una città più giusta e più sicura, grazie alla collaborazione attiva delle istituzioni".

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