Cronaca

Infermieri, Coniglio: "Precarietà e disoccupazione, numeri allarmanti"

Secondo il coordinatore regionale della Cni la "Guida del paziente" mortificherebbe il lavoro degli infermieri: "Riteniamo necessario bandire un concorso"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"La Guida per il paziente che si ricovera in ospedale pubblicata a fine ottobre sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, scredita il lavoro degli infermieri - dichiara Calogero Coniglio, coordinatore regionale del Cni e delegato regionale della Fsi - e nonostante il passo indietro dell'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino la situazione negli ospedali continua a rimanere drammatica".

In più di una situazione le istituzioni hanno attaccato e offeso la professione. Gli infermieri non sono più gli stessi di trent'anni fa, hanno lauree e specializzazioni e chiedono che i loro studi vengano riconosciuti sia economicamente che professionalmente. "Siamo sconcertati dal mancato intervento della senatrice Anna Lisa Silvestri, presidente nazionale del collegio degli infermieri Ipasvi - continua Coniglio - in merito alla tanto discussa "Guida per il paziente".

L'ordine dei medici della Toscana e dell'Emilia Romagna è insorto perché gli assessori alla Sanità delle due regioni hanno assegnato agli infermieri del pronto soccorso, per smaltire le attese degli ospedali, la possibilità di eseguire piccole diagnosi dei codici bianchi, dopo 600 ore di formazione aggiuntiva. "I due assessori non si sono fatti intimidire e il progetto va avanti. Perché in Sicilia questo non avviene? Abbiamo ribadito in più occasioni che noi infermieri collaboriamo con i medici e siamo complementari non siamo ne secondi ne subordinati a loro. La nostra formazione universitaria e il nostro profilo professionale non invadono nessun campo. Sono anni che lottiamo con governi regionali sordi. Non ci fermeremo, abbiamo protestato, manifestato, scioperato e continueremo fino a fare lotte più eclatanti".

La precarietà e la disoccupazione nel settore infermieristico sono alcuni dei problemi affrontati più volte dal sindacato. Tra le province siciliane è Palermo ad avere infatti il numero più alto di personale precario e disoccupato: oltre 300 infermieri con contratto a tempo determinato già scaduto o in scadenza. A seguire: la provincia di Catania con circa 220 infermieri precari; la provincia di Agrigento con oltre 200 operatori, Siracusa e Caltanissetta con quasi 200 precari.

"Per arginare il grave problema del lavoro chiediamo di indire al più presto un concorso per infermiere - continua Coniglio - in attesa di capire come applicare in Sicilia il decreto D'Alia che è divenuto uno scarica barili tra il ministro e il presidente della regione Crocetta e per evitare il collasso degli ospedali. Si chiede di revocare gli incarichi a tempo determinato in scadenza al 31 dicembre 2013 e una programmazione triennale per la stabilizzazione degli infermieri precari con un documento normativo - continua coniglio - la nostra sigla ha depositato 31 ricorsi in tribunale per la stabilizzazione".

Ogni giorno gli infermieri di tutti i 17 ospedali siciliani sono costretti a svolgere turni massacranti dovuti a una carenza cronica di personale: 30 pazienti e solo 2 infermieri per turno rischiano di abbassare il livello di qualità assistenziale. Secondo il sindacato basterebbe che l'assessorato regionale avviasse una ricognizione negli ospedali per accertare i disservizi sanitari che quotidianamente si verificano per decidere di inviare il personale di supporto.

Analogamente si riscontra un numero di infermieri nelle regioni del nord superiore, si passa infatti dai 38 paramedici per 10.000 abitanti della Sicilia a 40 Infermieri per 10.000 abitanti della regione Campania per arrivare ai 72 Infermieri per 10.000 abitanti del Friuli Venezia Giulia. La grave carenza di infermieri negli ospedali siciliani, carichi di lavoro, assistenza domiciliare, disoccupazione e ancora personale di supporto, dirigenti delle professioni sanitarie, infermiere di Famiglia sono solo alcuni degli argomenti trattati dal sindacato durante il primo tavolo tecnico regionale sulle problematiche infermieristiche.

"Durante l'incontro si è convenuto - continua Coniglio - che le attuali tabelle utilizzate per la determinazione degli organici sono inadeguate e vanno riviste. L'amministrazione ha assunto l'impegno di cominciare a discutere della questione, raffrontando posti letto e personale con altre regioni nel panorama nazionale e programmando il secondo incontro per il 18 novembre". Tra le problematiche trattate anche il doppio lavoro svolto dagli infermieri. Il ruolo dell'operatore di supporto è assenti nel sistema sanitari oregionale. In merito a questo il precedente governo aveva predisposto un bando apposito per la formazione di queste figure tramite fondi europei, precisamente i fondi Fse - Avviso 18 del 2001, ma ad oggi non si sa più nulla di questo.

"Tanto attesa e da noi richiesta più volte è la figura dell'Infermiere di famiglia, domiciliare e degli ambulatori, di cui abbiamo già presentato un progetto in assessorato - continua Coniglio - figura consolidate al Nord Italia già da anni". Una figura che nel settore sanità e di primaria importanza per cure delle malattie meno gravose, la domiciliarizzazione peserebbe meno sul bilancio regionale. Si pensi solo che un giorno di degenza in ospedale oscilla dalle 700 alle 1500 al giorno a seconda della unità operativa. Su questo tema abbiamo avuto un'audizione in VI commissione regionale sanità e decritto la scarsità dell'assistenza domiciliare siciliana. Questo processo di ospedalizzazione in atto già al nord Italia nasce dall'esigenza di razionalizzare le risorse finanziarie e umane del Ssn.

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