Cronaca

Indennità non pagate ai vigili urbani, prima udienza in Tribunale: chiesti al Comune 20 milioni

La somma si riferisce alle spettanze dovute fino al 2015. Prossima udienza il 12 dicembre del 2019. Galici (Ugl): "Un tempo davvero enorme, ma non ci faremo scoraggiare". Scaglione (Csa): "No a ingerenze politiche nella vertenza"

Si è tenuta oggi presso la sezione Lavoro del Tribunale, la prima udienza sui ricorsi presentati dagli agenti di polizia municipale che rivendicano il pagamento delle indennità per le prestazioni rese secondo il piano per il miglioramento dell'efficienza dei servizi concordato con l'amministrazione comunale.

Al Comune è stato richiesto un esborso di circa 20 milioni per le spettanze fino al 2015, che creerebbe non pochi problemi al bilancio. Il giudice ha riunificato tutti i procedimenti fissando la prossima udienza il 12 dicembre del 2019. "Quasi 2 anni di attesa, un tempo davvero enorme che, come ricorrenti ci lascia perplessi, ma dal quale non ci faremo scoraggiare" afferma Daniele Galici, dirigente sindacale Ugl.

"Chiederò nuovamente di incontrare il ragioniere generale, anche a fronte delle affermazioni del dirigente Sergio Pollicita, che audito in Settima commissione ha chiaramente ammesso che anche per il 2017 il Comune non ritiene che ci siano gli elementi per poter erogare le somme in questione - dichiara Sabrina Figuccia, consigliere comunale Udc -. Oltre ai 20 milioni quindi dovremmo aggiungere anche il 2016 con altri 9 milioni di euro e stando a quanto riferito da Pollicita anche il 2017, per il quale attualmente non risulterebbe prevista alcuna dotazione finanziaria. Un vero e proprio caos in un momento in cui la Corte dei Conti ha già puntato i riflettori sui conti del Comune ponendo una serie di rilievi in merito a numerose anomalie e incongruenze per i bilanci 2015 e 2016. A questi rilievi infatti sembrerebbero non esser stati posti correttivi tempestivi ne risposte esaustive".

"Ho chiesto l'istituzione di una commissione d'inchiesta per individuare responsabilità e trovare soluzioni per il passato e per il futuro - conclude Figuccia -. Sono convinta che facendo la dovuta chiarezza si troverà una soluzione anche per le indennità della polizia .unicipale".

“Ricordiamo a tutti coloro che nel tempo hanno tentato di mistificare la legittima rivendicazione sindacale 'del diritto dei lavoratori al pagamento di prestazioni rese', che la strategia condivisa dal Csa - spiega Nicola Scaglione, segretario provinciale del sindacato che ha seguito sin dall'inizio la vicenda - con i lavoratori, oggi produce i suoi effetti positivi in sfregio alle azioni avverse, spesso formulate a mezzo stampa, mirate a tutto tranne alla tutela dei colleghi. Ricordiamo ad ogni buon fine, che abbiamo iniziato la vertenza in tempi non sospetti, con azioni concrete di protesta, condivise nelle assemblee convocate, ma che oggi qualcuno tenta di dimenticare mistificando e la tempistica dell’azione".

La vertenza, spiega il Csa, è soltanto sindacale ed è stata portata avanti solo dopo la chiusura dell’amministrazione che ha costretto gli agenti della polizia municipale ad intraprendere la via giudiziaria. “Da qualche tempo soggetti terzi alla polizia municipale hanno tentato di attribuire valenza politica alla vertenza del Csa, addirittura taluni vorrebbero riversare la responsabilità dell’eventuale dissesto dell’amministrazione comunale sulle spalle dei lavoratori, che legittimamente difendono un loro diritto - conclude Scaglione - Il sindacato, a tutela dei lavoratori, in ossequio alle leggi della Repubblica, tutelerà i colleghi da tutte le possibili ingerenze, ribadendo che eventuali effetti negativi per l’amministrazione non potranno essere imputate in alcun modo ai lavoratori che hanno reso una prestazione lavorativa e ne chiedono il legittimo pagamento, lasciando le altre responsabilità a chi di dovere".

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