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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Malaspina / Via Domenico Cimarosa

L'allontanamento, l'ultima telefonata e la ferita: il mistero dell'uomo trovato morto alla stazione Notarbartolo

La Polfer indaga per ricostruire gli ultimi giorni di D.C., 44 anni. In prima battuta si era pensato fosse un clochard, deceduto in circostanze ancora da chiarire, all'interno di una galleria abbandonata. Dopo ore è stato accertato che si trattava invece dell'ospite di una casa di cura

Non si avevano sue notizie da alcuni giorni, precisamente da mercoledì, tanto che la direzione e gli operatori della casa di cura in cui risiedeva da settembre scorso lo stavano cercando ovunque, anche nei vari pronto soccorso della città o nei luoghi che avrebbe potuto frequentare. Ricerche che si sono concluse questa mattina quando la polizia ha trovato il cadavere di D.C., 44 anni, poi recuperato dai vigili del fuoco, in una vecchia galleria ferroviaria abbandonata della stazione Notarbartolo spesso utilizzata come rifugio dai senzatetto. Aveva sul volto una ferita sospetta che ora è al centro delle attenzioni degli investigatori della polizia ferroviaria. Ma com’è morto? Perché si trovava lì e da quanto?

Le immagini dalla stazione Notarbartolo

L’allarme è stato lanciato stamattina da alcuni operai impegnati con i lavori nel cantiere della nuova galleria, quella del passante ferroviario. Dalle prime informazioni il corpo dell’uomo, che soffriva di alcuni disturbi psichici, si trovava in una sorta di vasca scavata nella terra, un’intercapedine piena di materiale di risulta e pezzi di ferro arrugginiti. L’area in fondo al cantiere, cui si accede attraverso un cancello di via Domenico Cimarosa, è stata transennata dalla polizia che ha ascoltato i lavoratori e acquisito le immagini di alcune telecamere per mettere insieme i primi indizi e chiarire in quali circostanze sia morto l’uomo.

Morto cantiere ferroviario via Notarbartolo 4-2

Dopo qualche ora l’uomo è stato identificato. Si trattava del 44enne che lo scorso mercoledì pomeriggio, usufruendo di un permesso terapeutico, si era allontanato insieme a un altro ospite della casa di cura per prendere un po’ d’aria e andare al supermercato. Mentre facevano la spesa, D.C. sarebbe sparito nel nulla. L’amico, preoccupato, lo avrebbe cercato senza successo prima di tornare nella struttura e raccontare l’accaduto ai responsabili. Dalla direzione sarebbe partita immediatamanete una segnalazione di "allontanamento volontario", poi denunciata definitivamente domenica in commissariato. L’ultimo contatto risalirebbe a giovedì: una telefonata fra l’uomo - morto in circostanze ancora misteriose - e il padre, residente all’estero, che a giorni avrebbe raggiunto Palermo. Poi il nulla, almeno fino a questa mattina.

Dalla prima ispezione cadaverica pare che il corpo del 44enne si trovasse lì da almeno 48 ore. Aveva il volto tumefatto e una ferita, apparentemente compatibile con una caduta accidentale. Per accertarlo bisognerà però attendere l’esito dell’autopsia che sarà eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico. Nel frattempo gli investigatori stanno cercando di ricostruire i giorni precedenti alla presunta ora del decesso. Per fare ciò la polizia sta anche ascoltando in queste ore i clochard che vivono nella zona, per capire se D.C. abbia per esempio dormito per strada o magari proprio in quella galleria, cadendo a causa del buio e battendo con violenza la testa contro uno di quei vecchi ferri arrugginiti e abbandonati in quella vasca. Per il momento però non è possibile escludere nulla, neanche le ipotesi di un suicidio o - sebbene meno probabile - di un omicidio.

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