Un fantasma di nome Mohamed: il camper del clochard a fuoco, forse colpa di una sigaretta

Proseguono le indagini sull’incendio divampato vicino al porticciolo di Sant’Erasmo: le analisi delle immagini delle telecamere piazzate nella zona avrebbe già escluso l’origine dolosa. Nonostante si trovi in Sicilia da più di vent’anni non avrebbe documenti né una residenza

Mohamed, uno dei suoi cani e una volontaria

Nei suoi occhi resta ancora vivida l’immagine delle fiamme che avvolgono e distruggono il suo camper, la sua casa, ma una volta ricevuta la notizia che potrà riabbracciare i suoi amici a quattro zampe Mohamed, clochard iraniano di 61 anni, ha iniziato a riacquisire un po’ di serenità. Proseguono le indagini sull’incendio divampato ieri vicino al porticciolo di Sant’Erasmo, dove sono intervenuti gli agenti di polizia e i vigili del fuoco. L’analisi delle immagini delle telecamere piazzate nella zona avrebbe già escluso l’origine dolosa del rogo, né sono state trovate tracce di liquido infiammabile fuori o dentro il mezzo.

Tutto è iniziato nel tardo pomeriggio di ieri, quando alla sala operativa dei vigili del fuoco sono arrivate decine di telefonate: “Presto, c’è un camper in fiamme”. Dentro quella casa su quattro ruote c’erano Mohamed, i suoi tre cani e diversi gatti. Sembrerebbe che il clochard iraniano (ma palermitano d’azione) stesse fumando una sigaretta quando si sarebbe appisolato. In pochi minuti la sua casa si è trasformata in un inferno di fuoco da cui è riuscito a fuggire in tempo, restando a guardare i suoi ricordi che andavano in fumo.

L'intervento dei vigili del fuoco | VIDEO

In un primo momento, anche sulla scorta delle informazioni acquisite dagli investigatori, aveva preso piede l’ipotesi secondo cui Mohamed fosse stato preso di mira da qualcuno, forse una baby gang. Scavando nel recente passato, infatti, non sarebbe stato il primo episodio in cui il senzatetto finiva nel mirino di gente senza scrupoli. Stando alle prime indagini condotte dagli agenti del commissariato Brancaccio questa volta non ci sarebbe la mano di nessuno. In tanti avevano subito ripensato al caso di Aldo, il clochard ucciso a pugni da due ragazzini per 25 euro negli scorsi mesi. Ma a quanto pare stavolta potrebbe essersi trattato "solo" di un drammatico incidente.

Da ieri a oggi Mohamed, non in regola con i documenti, ha dovuto dedicare il suo tempo a sbrigare faccende burocratiche tra il commissariato e l’ufficio immigrazione. Nonostante si trovi in Sicilia da più di vent’anni non avrebbe documenti né una residenza. Uno dei tanti fantasmi che si ritagliano qualche metro quadrato in qualche angolo della città, per cercare un rifugio dalle intemperie, dallo sguardo della gente e dalla cattiveria di certuni.

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“Si era spostato in quel punto - spiega a PalermoToday Giusy Caldo, una volontaria che segue l’iraniano - da un po’. Prima stava vicino al comando della finanza, poi aveva trovato spazio nell’area del porticciolo e infine si è dovuto trasferire più vicino al Foro Italico per fare spazio agli operai che stanno lavorando nella zona. Per ora Mohamed è stato ‘affidato’ a un’associazione e gli è stato chiesto di non allontanarsi dal suo nuovo dormitorio. Quando avrà terminato con le formalità sul permesso di soggiorno cercheremo con lui di capire come trovargli una sistemazione”.

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