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"Sorpresi" a operare nella clinica palermitana: licenziati due medici

A distanza di oltre quattro anni dal blitz dei Nas alla clinica Macchiarella, l'Asp di Trapani ha licenziato i due medici del pronto soccorso dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala che nel marzo 2016 rimasero coinvolti nell’inchiesta della Procura di Palermo

A distanza di oltre quattro anni dal blitz dei Nas alla clinica Macchiarella, l'Asp di Trapani ha licenziato i due medici del pronto soccorso dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala che nel marzo 2016 rimasero coinvolti nell’inchiesta della Procura di Palermo sulla clinica privata di viale Regina Margherita, alla Zisa.

I due licenziati (non saranno più in servizio a partire da agosto) sono Salvatore Pedone e Guglielmo Sirna Terranova. A entrambi venne contestato di aver partecipato ad alcune operazioni chirurgiche nonostante i loro nominativi non risultassero nei registri. Pedone e Sirna Terranova furono trovati in sala operatoria durante un intervento di ricostruzione del seno ma non avevano la liberatoria dell’Asp di Trapani. I loro nomi, infatti, non risultavano nella cartella clinica della paziente sotto i ferri. Interrogati, i due medici avrebbero risposto: “Eravamo liberi e siamo venuti a Palermo”.

L’inchiesta sulla clinica palermitana, avviata due anni prima del blitz, vide coinvolte altre persone: Biagio Macchiarella, socio dell’omonima clinica convenzionata, il direttore della struttura Giovanni Barbaro e Antonio Tateo, chirurgo plastico originario di Bari ma residente a Pavia. 

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