La scalata di Castagna: le Ferrari, le feste e il paradiso fiscale negli Usa

L'indagine che ha portato al sequestro dei beni dell'imprenditore parte dall'agosto 2013, quando i finanzieri sono entrati negli uffici di una sua società. Scovati in totale ben 218 lavoratori completamente "in nero"

L'indagine che ha portato al sequestro dei beni dell'imprenditore Salvo Castagna parte da lontano. Esattamente dall’agosto 2013, quando i finanzieri sono entrati negli uffici di una società riconducibile al gruppo imprenditoriale per un controllo in materia di lavoro: qui hanno scoperto ben 38 lavoratori “in nero” impiegati nel call center della società gestita da Castagna. (LA FINANZA NEGLI UFFICI ITALCOM - VIDEO)

Le indagini in materia di lavoro nero, condotte in sinergia con personale dell’Inps, attraverso un’approfondita ricostruzione documentale, hanno consentito di rilevare come le tre società riconducibili a Castagna avessero impiegato tra il 2010 ed il 2013 in totale ben 218 lavoratori completamente “in nero”, attraverso “contratti di collaborazione autonoma occasionale” risultati essere fittizi in quanto è stata appurata, attraverso le dichiarazioni rese dai lavoratori, l’esistenza di un vero e proprio vincolo di subordinazione tipico del lavoro dipendente.

Non solo, ma Castagna, attraverso finte dimissioni e successive riassunzioni è riuscito ad ottenere agevolazioni in materia di contributi in realtà non spettanti e quindi a danno dell’Inps. Nel corso delle indagini sui conti bancari i militari hanno accertato poi una serie di prelievi di denaro dalle casse delle tre società con le quali l’imprenditore ha acquistato auto di lusso (Ferrari, Bmw ed Audi), orologi di pregio (Rolex), viaggi e feste finalizzate alla promozione della sua figura di cantante sulla scena italiana (noti eventi musicali svoltisi in importanti luoghi siciliani come il teatro Golden di Palermo e la Valle dei Templi di Agrigento e ribattezzati con il nome “Italiacom with Love”).

Gli ingenti flussi di cassa, cui nel tempo l’imprenditore ha attinto, erano però generati, come appurato nel corso delle indagini, non dalle sue attività imprenditoriali, ma da condotte fraudolente in grado di consentirgli di abbattere i costi d’impresa a danno dei dipendenti e delle casse dell’Erario.

In particolare nel corso delle indagini dei finanzieri sono emerse ipotesi di reato per l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti attraverso la creazione di società fittizie con sede a Londra e nel paradiso fiscale americano del Delaware (Usa) per circa 6 milioni di euro allo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali e, nel contempo, “gonfiare” i bilanci da presentare alle banche per ottenere l’apertura di linee di credito nonché creare una virtuale e florida realtà contabile quale biglietto da visita per ottenere importanti commesse pubblicitarie. La società è risultata avere omesso versamenti alle casse dell’Erario in materia di Iva e ritenute previdenziali ed assistenziali per oltre 732 mila euro.

Inoltre è stato scoperto che due delle tre società hanno indebitamente prelevato dalle carte di credito di oltre mille clienti circa 491 euro pro – capite, giustificando questi movimenti come “adeguamento contrattuale una tantum” ovvero con la mancata restituzione del modem/router fornito al momento dell’attivazione, sebbene in alcuni casi lo stesso sia stato acquistato dai clienti stessi.

Nonostante questi flussi, una delle società ha accumulato debiti per oltre 10 milioni di euro, tant’è che ne è stato dichiarato il fallimento, a seguito del quale l’imprenditore è stato indagato per bancarotta fraudolenta, avendo distratto dalle casse sociali oltre 2 milioni di euro e avendo posto in essere un piano di “spoglio patrimoniale” attraverso l’intestazione delle proprietà a “prestanome”.

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In considerazione delle condotte illecite le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro preventivo:
le quote di partecipazione delle società riconducibili al soggetto;
- 27 conti correnti nella disponibilità del medesimo e delle sue società;
- 4 orologi del valore complessivo di 80.000 euro circa;
- 9 tra autovetture e moto tra le quali spicca una lussuosa Ferrari con targa sammarinese, anche questo escamotage utilizzato per evadere il fisco;
 apparati informatici tra cui il server e le apparecchiature utilizzate per avere accesso ai conti correnti dei clienti della sua compagnia telefonica.

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