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Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini

Dall'affare Dybala alla cessione del marchio, i bilanci del Palermo ai raggi X

Sarebbero 8 gli indagati nell'inchiesta che coinvolge Zamparini, il figlio Paolo Diego e una società lussemburghese. Le ipotesi di reato sono di riciclaggio, autoriciclaggio, appropriazione indebita e falso in bilancio

Sotto la lente d’ingrandimento della guardia di finanza non sono finiti soltanto Maurizio Zamparini e il Palermo, ma anche il figlio Paolo Diego, la sua Mepal srl e un’altra società, la Alyssa, con sede nel Lussemburgo. Pochi giorni fa i militari hanno acquisito altri documenti durante i controlli al Renzo Barbera, ma in quel caso sarebbero stati documenti relativi ad acquisti e cessioni per gli anni 2015 e 2016. Sospetti anche sull'affare Dybala.

Proprio per quest’ultimo aspetto tra gli indagati, che sarebbero in tutto 8, ci sarebbe anche il commercialista Anastasio Morosi. Gli altri due nomi fanno riferimento a Luc Braun, presidente del cda di Alyssa che ha acquisito la Mepal, e un consigliere d’amministrazione della stessa società che ha sede nel paradiso fiscale lussemburghese, Jean-Marie Poos. Gli investigatori, sotto il coordinamento della Procura, vogliono fare luce su alcune operazioni ritenute sospette.

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I dubbi riguardano vari movimenti relativi al calciomercato, tra i quali l'acquisto dell'argentino Dybala e di giocatori i cui cartellini sarebbero stati sopravvalutati, e la cessione della Mepal srl (Merchandising Palermo), di cui da tempo risulta proprietaria l’Alyssa, a un costo di 40 milioni di euro. Un valore ingente che sarebbe stato giustificato dalla possibilità per l’azienda di gestire, in futuro, grossi investimenti tra cui lo stadio e gli impianti sportivi.

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Tra le pieghe di queste cessioni e dall’iscrizione di tali crediti nei bilanci ci sarebbero, secondo l’accusa, alcuni movimenti fittizi studiati a tavolino per realizzare plusvalenze solo sulla carta utili per fare quadrare i conti. A ciò si aggiunge la mancanza di un bilancio consolidato in virtù del fatto che le tre società fanno capo, in un modo o nell’altro, al presidente Maurizio Zamparini.

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Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo su tutta la vicenda che coinvolge il patron rosanero e altri soggetti per i quali si ipotizzano i reati di riciclaggio, autoriciclaggio, appropriazione indebita e falso in bilancio. Le indagini appaiono ancora lunghe e sulla società, nonostante l’annuncio sulla solidità delle casse della società di Zamparini (“Nel prossimo bilancio 10 milioni di utili”), pende ancora la spada di Damocle dell’istanza di fallimento da parte della Procura.

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