Cronaca

L'indagine: solo un palermitano su due si sente orgoglioso della propria città

Sfiduciati e insoddisfatti della propria situazione economica, molto critici nei confronti della gestione della pulizia nelle strade. E’ questa l’immagine che viene fuori dall’indagine socio demoscopica realizzata da Inthera. Piace il cibo e la tecnologia, poca attenzione all'ambiente

Palermo dall'alto - foto Vincenzo Lipari

Sfiduciati e insoddisfatti della propria situazione economica, molto critici nei confronti della gestione della pulizia nelle strade ma poco attenti alle tematiche ambientali. In compenso, più tranquilli della media nazionale in termini di sicurezza. E’ questa l’immagine dei palermitani che viene fuori da “Palermo, una città allo specchio”, l’indagine socio demoscopica realizzata da Inthera, società di content e data marketing del gruppo Mondadori, presentata oggi a Palermo in occasione dell’ultima tappa di “Panorama d’Italia”. Ad analizzarla, in un confronto aperto al pubblico a Palazzo Mazzarino, il sindaco Leoluca Orlando intervistato dal direttore di Panorama Raffaele Leone.

Più nel dettaglio, secondo i risultati della ricerca, il futuro desta molta preoccupazione tra i palermitani (ben il 73% si dichiara molto o abbastanza preoccupato per i propri figli). Inoltre, il 74% pensa che nella società in cui viviamo è impossibile fare progetti a lungo termine (in Italia è il 63%). E forse è proprio per questo che solo il 44% dei palermitani vorrebbe che figli o nipoti restassero a vivere in città (contro il 61% della media italiana). Solo un palermitano su due infatti si sente orgoglioso della propria città. Ma l’aspetto che genera maggiore insoddisfazione nella vita dei palermitani è rappresentato dal denaro. Il 39% infatti non è soddisfatto dei propri risparmi (in Italia la media è del 26%) e il 28% trova inadeguato il proprio reddito familiare (contro il 17% dell’Italia). Anche i servizi sanitari sono percepiti come un punto molto debole: un palermitano su due li considera insoddisfacenti.

Singolare poi il rapporto con le tematiche ambientali. Se da un lato l’insoddisfazione per la pulizia nelle strade raggiunge un livello più che doppio rispetto alla media italiana (il 72% contro il 31% nazionale), allo stesso tempo i palermitani stessi si riconoscono poco attenti alla salvaguardia dell’ambiente. Ad esempio, solo il 66% dei palermitani fa sforzi concreti per ridurre l’energia che utilizza, contro il 75% della media italiana, e in generale tutti gli indicatori della sensibilità ambientale registrano valori inferiori alla media nazionale.

Qualche contraddizione emerge anche sulle tematiche legate al lavoro: alla spiccata ambizione dei palermitani (il 53% vuole arrivare al vertice della propria carriera, contro il 45% della media italiana) si affianca una visione piuttosto utilitaristica del lavoro stesso (il 42% pensa che è soltanto un mezzo per guadagnare denaro, contro il 30% della media italiana). 

Quanto ai consumi, in cima alle preferenze dei palermitani troviamo il food.  Rispetto alla media italiana, cresce inoltre il peso attribuito a cultura, tecnologia, internet, pulizia/igiene e accessori per la casa/arredamento. E sulla sicurezza, anche se la preoccupazione per il crimine è alta come nelle altre città italiane, a conti fatti, solo il 39% ritiene necessario dotare la propria casa di un sistema di allarme (in Italia sono il 47%) e la percentuale di coloro che affermano di aver subito un atto criminale nell’ultimo anno è più bassa che altrove (12% contro il 14% della media Italia).

Infine per quanto riguarda la politica nazionale, 7 palermitani su 10 valutano negativamente la situazione politica italiana. Rispetto alla media italiana diminuiscono però coloro che esprimono un giudizio molto negativo (-5%).  E qualche sorpresa arriva anche dal tema dell’immigrazione: l’immagine di Palermo come città accogliente si scontra con un certo scetticismo: soltanto il 26% dei palermitani ritiene che gli immigrati siano una risorsa economica importante per la crescita del Paese, contro il 36% della media italiana.  Anche la percezione della cattiva gestione del fenomeno migratorio (molto male: 40%) è più alta della media nazionale (35%).

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