Centralgas, incontro tra i sindacati e l’Agenzia beni confiscati: "L’attenzione resta alta"

Dalla Cgil filtra un cauto ottimismo per la vicenda che riguarda gli poerai dell'impianto di Carini. I lavoratori chiedono i soldi delle mensilità degli ultimi 2 anni e il Tfr

La protesta dei lavoratori sull'impianto di Carini

Ieri la protesta sul tetto dello stabilimento, oggi l’incontro con l’Agenzia dei beni confiscati alla mafia. Filtra ottimismo dopo la convocazione chiesta dai lavoratori della Centralgas di Carini che chiedono gli stipendi degli ultimi due anni e le somme che spetterebbero loro per il Tfr. Oltre a rivendicare anche una prospettiva occupazionale.

“Accogliamo positivamente - dichiarano Calogero Guzzetta, segretario Cgil Palermo e Gabriella Messina, segretario generale Filctem Cgil Palermo - la convocazione dell’incontro di oggi da parte dell’Agenzia che ha avuto ad oggetto la difficile situazione dei lavoratori di Centralgas. Esprimiamo cauto apprezzamento per l’esito dell’incontro ma l’attenzione da parte nostra resta altissima”.

Una prima risposta al problemi i lavori l’avrebbero però già ottenuta. “Riteniamo soddisfacente - continuano i sindacalisti - l’impegno assunto dal dirigente responsabile dell’Agenzia di destinare alcune somme al pagamento di parte delle spettanze arretrate dei lavoratori e di avviare un’immediata interlocuzione con la Prefettura per superare lo stallo in cui versa l’azienda”. Per la Cgil rimane comunque l’urgenza di “rimettere al centro una vertenza che viene da lontano e la necessità di dare futuro e tutele ai lavoratori di tutte le aziende sequestrate e confiscate”.

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