Gli studi a Palermo poi la "conquista" della Cina, Enrico Iaria sale in cattedra

Il trentenne professore, unico straniero tra gli imprenditori under 30 di successo in Cina dove è anche docente alla New York University di Shangai, ha raccontato la sua esperienza agli allievi dell'Almeyda-Crispi

Il selfie del professore Enrico Iaria con gli studenti dell'Almeyda-Crispi

Per due ore gli studenti hanno ascoltato affascinati la storia di un ragazzo come loro che però poi ha trovato la sua strada, che lo ha portato a ottenere una cattedra alla New York University di Shangai, in Cina, dove ormai vive da tanti anni. L’incontro organizzato dalla professoressa Anna Rosa Crivello con il carismatico Enrico Iaria, rivolto ai ragazzi e alle ragazze delle classi quarte e quinte a indirizzo economico, si è tenuto lunedì scorso all’Istituto Damiani Almeyda-Crispi. Quello con il professore palermitano, unico straniero presente fra gli imprenditori under 30 di successo in Cina e riconosciuto come uno dei top expert in innovation management e nuove tecnologie, è stato il primo di un ciclo di appuntamenti voluto dal dirigente scolastico. “Abbiamo grandi progetti - spiega il professore Luigi Cona - per stimolare i nostri studenti e consentire loro di conoscere realtà nuove e dinamiche. Stiamo lavorando per avviare un percorso formativo e di orientamento attraverso un progetto di gemellaggio proprio con la Cina”.

“Consulente di numerose startup, piccole e medie imprese o aziende multinazionali, Iaria - si legge in una nota - ha parlato ai nostri studenti dello sviluppo economico e commerciale delle imprese italiane sui mercati esteri e di come promuovere investimenti esteri in Italia. Le sue parole, basate sull'esperienza personale, sono state un forte stimolo per i ragazzi che lo hanno seguito con la massima attenzione. Sottolineando il valore della serietà nello studio e della necessità di essere versatili, il professore ha invitato i ragazzi ad agire con determinazione e a essere fedeli a se stessi. La partecipazione è stata attiva, gli studenti hanno posto numerose domande su   iniziative economiche, startup innovative e richieste di consigli su come approcciarsi al mondo del lavoro anche all'estero”.

Quello di lunedì scorso, come sottolineato dal dirigente scolastico Cona, è stato il primo di una lunga serie di appuntamenti che l’istituto sta organizzando anche per gli studenti delle classi a indirizzo artistico. Il prossimo 7 ottobre infatti si troveranno di fronte al professore Salvatore Rizzuti, nato a Caltabellotta (Agrigento) da una famiglia di pastori ma sin da subito travolto dalle sue spiccate doti artistiche. Dopo anni tra i campi a lavorare nell’azienda di famiglia, il docente ha ripreso gli studi a 18 anni diplomandosi al liceo artistico nel 1972 e diventando titolare della cattedra di Scultura all’Accademia palermitana. “Nel frattempo - si legge nella sua biografia - si dedica alla realizzazione di numerose sculture, che gli permettono di fare importanti mostre in Italia, tra cui la Galleria la Tavolozza di Palermo, presentata da Leonardo Sciascia e dal pittore Bruno Caruso, la Galleria Ca’ D’oro di Roma e la Viotti di Torino. Ha realizzato diversi monumenti pubblici e opere di scultura per diverse chiese siciliane (fra le quali la chiesa della Magione e la chiesa di San Tommaso D’Aquino di Palermo e la Cattedrale di Caltabellotta). Nel 2012 ha realizzato la statua di Santa Rosalia per il Carro del Festino.

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“Ho ritenuto opportuno - ha anticipato Rizzuti sull’incontro - tracciare un percorso a volo d’uccello che abbracci alcune fasi salienti del mio percorso artistico e professionale, incentrando l’argomentazione non tanto o soltanto sulle opere di creatività pura, ma soprattutto su determinate esperienze di incarichi pubblici, quali ad esempio i restauri plastici del Teatro Massimo, del Villino Florio e altri monumenti, in cui mi sono dovuto cimentare con la sperimentazione estemporanea di soluzioni insolite, soprattutto per le nuovissime generazioni, spesso anemiche di esperienze personali e dirette, che non rientrino nella omologante esperienza mediatica. Il tutto sarà preceduto da una breve ma significativa introduzione inerente la mia particolare esperienza giovanile in una dimensione di altri tempi e dalla quale ritengo scaturisca la mia identità umana, professionale e artistica. Penso che nel nostro caso specifico il messaggio più stimolante possa essere dato da esperienze particolari che non rientrino nella normale routine del ‘fare’ tecnico e creativo dello scultore, ma che siano frutto di elaborazione ad ampio raggio”.

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