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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Il procuratore De Lucia incontra i ragazzi della Yellow School: "Le vittime diventano forti quando denunciano"

Il magistrato ha risposto alle domande degli studenti con disabilità intellettiva relazionale: "L'arresto di Matteo Messina Denaro una grande soddisfazione. Mostro? Sbagliato definirlo così, è un uomo che deve pagare per i crimini che ha commesso". Sull'uso dei social: "Quando vedete qualcosa che non va, parlatene. Non bisogna vergognarsi"

Il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia ha incontrato gli studenti con disabilità intellettiva relazionale della Yellow School. Il magistrato per circa un'ora ha risposto alle domande dei giovani, galvanizzati dalla presenza dell'uomo che dopo trent'anni ha messo fine alla latitanza del boss mafioso Matteo Messina Denaro. L'incontro - moderato dal direttore di PalermoToday Andrea Perniciaro - si è tenuto questa mattina nella sede dell'Accademia che si trova in via Marchese di Villabianca, all'interno di un percorso di educazione alla legalità che i ragazzi hanno intrapreso da qualche anno.

Mafia ma non solo. Sono diversi i temi che si sono affrontati nei circa 60 minuti in cui il procuratore ha cordialmente chiacchierato con i giovani. Da quando ha deciso di intraprendere la carriera da magistrato fino alla sua nomina di procuratore, De Lucia ha inizialmente parlato del suo percorso professionale. Poi inevitabilmente le domande si sono incentrate sulla cattura di Messina Denaro. "E' stata una grande soddisfazione - ha ammesso De Lucia - frutto di anni di lavoro di tante persone che hanno contribuito alle indagini". Quindi il procuratore ha spiegato le fasi che hanno portato all'arresto del boss. "A un certo punto abbiamo capito che Messina Denaro aveva un problema di salute - ha detto De Lucia - e dunque le nostre indagini si sono concentrate in quella direzione. I nuovi strumenti tecnologici sono stati decisivi per entrare nei software del sistema sanitario nazionale e scoprire quando sarebbe andato in clinica".

I ragazzi hanno poi chiesto cosa rappresenta per la lotta alla mafia l'arresto di Messina Denaro e cosa potrebbe accadere in futuro. "Non so se ci sarà una guerra per prendere il suo posto - ha risposto De Lucia - e non posso nemmeno sapere se deciderà di rispondere alle nostre domande e collaborare. E' un suo diritto decidere di farlo o meno. Perché - ha ammonito il procuratore - è sbagliato chiamarlo 'mostro', si tratta di un uomo che ha commesso dei crimini, anche se terribili, ma che dovrà pagare per quello che ha fatto secondo le leggi dello Stato". 

De Lucia Yellow School 2

Il procuratore poi ha voluto mettere in guardia gli studenti sul rischio che si corre sui social, senza però demonizzarli, e sull'importanza della denuncia "quando qualcosa non va". "Parlare con la gente, anche attraverso Instagram o Facebook - ha detto De Lucia - è sempre importante. L'importante è che quando c'è qualcosa che non va lo si dica, ai vostri amici o ai vostri genitori. Non bisogna avere paura, ma essere prudenti. Senza vergogna. Tutti possono sbagliare, tutti possono essere vittime. Le vittime diventano forti quando denunciano le cose che succedono". 

I ragazzi, insieme al direttore Luca De Paoli, hanno poi illustrato al magistrato tutte le attività che svolgono in Accademia. Dai progetti per l'inserimento nel mondo del lavoro a quelli per l'indipendenza, dal laboratorio di giornalismo ("io però di solito parlo poco coi giornalisti", ha detto ridendo) alle attività sportive. "Che sport pratico? Quando ero più giovane giocavo a basket e facevo atletica - ha concluso scherzando - ora invece posso solo salire le scale". L'incontro si è concluso con il più classico dei selfie e con una raccomandazione: "La mafia si combatte con i comportamenti di tutti i giorni". 

De Lucia Yellow School

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