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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca Resuttana-San Lorenzo / Piazza Niscemi

Dal caso di Amanda Todd all'evoluzione del cyberbullismo, incontro a Villa Niscemi

Neurobiologi, informatici e poliziotti hanno affrontato uno dei principali problemi per adolescenti e scuole. Due volte su tre la vittima è un preadolescente, nel 30% dei casi si verificano atti di lesionismo, il 10% avrebbe pensato al suicidio

Grande partecipazione al seminario sul bullismo organizzato dall’associazione "Trinacria N.8 sabato" a Villa Niscemi, a Palermo presso la sala delle Carrozze. L’incontro dal titolo “Bullismo, cybercrimine o vittimologia” è iniziato con il racconto con un video che ha raccontato la storia di Amanda Todd dal titolo “My story: struggling, bullying, suicide and self harm” (La mia storia: lotta, bullismo, suicidio e autolesionismo), nel quale, tramite una serie di flashcard, raccontava la sua esperienza.

“Al secondo anno di scuola media, Amanda si divertiva a fare nuove conoscenze tramite una videochat. Durante una conversazione, si fotografò per un estraneo il seno nudo. L’individuo inizia a ricattarla, minacciando di divulgare la foto, e le chiede ulteriori immagini. Al rifiuto della ragazza, inizia una lunga serie di episodi in cui il ricattatore divulga la foto e a nulla sono serviti i tentativi dei genitori della ragazza che, per cercare di proteggerla, si trasferiscono più volte. Amanda iniziò a fare abuso di alcol e droga, entra nella spirale dell’autolesionismo e tenta più volte il suicidio, fino a quando non decide di lottare tramite la realizzazione del suo video che, nel giro di pochi giorni, raggiunse la cifra record di quasi 12 milioni di visualizzazioni e fu riportato dalle principali e fu riportato dalle principali testate giornalistiche”.

Un racconto molto forte presentato nel seminario al quale hanno partecipato il neurobiologo Salvatore Nicosia, il direttore del Laboratorio Centro Studi analisi Informazioni Vincenzo Carollo, il consulente Informatico Gaetano Centineo, la psicologa e psicoterapeuta Cettina Mezzatesta e il responsabile della sezione di polizia giudiziaria presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo Enzo Collorà. In Italia la situazione non è molto diversa e i dati raccolti dal Telefono Azzurro durante l’anno scolastico scorso (settembre 2015 – giugno 2016), indicano che avviene un caso al giorno di bullismo e cyberbullismo. Un dato preoccupante, che rappresenta solo la punta dell’iceberg rispetto alla vastità del fenomeno.

In totale i casi gestiti sono stati 270, che hanno richiesto un totale di 619 consulenze. Bullismo e cyberbullismo sono un’emergenza sociale in costante aumento e dai risvolti potenzialmente drammatici non solo per la vittima, ma anche per il bullo e per tutta la comunità. Minaccia, infatti, sempre di più anche i bambini di 5 anni, coinvolge sempre più le ragazze e ha ripercussioni anche sugli spettatori dei casi di violenza. Due volte su tre la vittima è un preadolescente, ma l’età delle vittime si sta abbassando, anche a 5 anni (ben il 22% dei casi). Il 30% delle vittime di bullismo mette in atto comportamenti di autolesionismo, mentre il 10% avrebbe pensato o tentato il suicidio.

Inoltre, è stato evidenziato che la scuola è il luogo in cui maggiormente avvengono episodi di bullismo, confermando il fatto che il “bullo” nasce durante il percorso scolastico dei giovani a volte già durante la scuola primaria. Nel corso dell’incontro è emerso che genitori e insegnanti possono diventare “antenne in grado di captare segnali anomali” e vanno messi nella condizione di poter esercitare il loro ruolo di riferimento e di ascolto anche attraverso l’utilizzazione di reti di supporto (interne ed esterne alla scuola). Bisogna saper cogliere ogni minimo segnale per poter aiutare la vittima a parlare e farsi aiutare.

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