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Un momento del funerale di Agostino Cardovino, il diciassettenne ucciso mentre attraversava viale Regione Siciliana

Un momento del funerale di Agostino Cardovino, il diciassettenne ucciso mentre attraversava viale Regione Siciliana

"Ago" falciato e ucciso a 17 anni in viale Regione: "Attraversò la strada col semaforo rosso"

Il dato emergerebbe nitidamente dalle immagini riprese da una telecamera di sorveglianza. L'inchiesta per la morte del ragazzo, investito la notte del 21 giugno all'altezza di via Perpignano, è agli sgoccioli. Da chiarire se l'auto della giovane indagata per l'omicidio stradale abbia rispettato i limiti di velocità

Un punto fermo c'è: Agostino Cardovino la notte del 21 giugno, quando fu falciato da una Dacia rossa mentre attraversava viale Regione Siciliana, all'altezza di via Perpignano, passò con il semaforo rosso. E' questo uno degli esiti certi della perizia disposta dalla Procura in relazione alla morte del diciassettenne, per la quale è indagata (l'accusa è di omicidio stradale) la giovane che guidava la macchina, F. C.

E' un dato importante nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giulia Beux, ormai prossima alla chiusura. Infatti, come emergerebbe nitidamente dalle immagini riprese intorno alle 3.45 da una telecamera di sorveglianza piazzata vicino all'attraversamento pedonale utilizzato dalla vittima, il semaforo per lui era rosso e, di conseguenza, la ragazza a bordo dell'auto passò invece con il verde.

Ci sono però alcuni punti da chiarire per comprendere effettivamente quali e di che portata siano eventualmente le responsabilità dell'indagata, assistita dagli avvocati Marco Passalacqua e Francesca Modica: al momento sembra infatti profilarsi una sorta di concorso di colpe. Il primo nodo è legato alla velocità a cui andava la Dacia: in quel punto, il limite è a cinquanta chilometri orari, che diventano settanta subito dopo il passaggio pedonale. Dai primi accertamenti sembrerebbe che l'automobilista abbia rispettato il limite, tanto che si era fermata immediatamente per cercare di soccorrere il diciassettenne, per il quale però non c'era stato nulla da fare.

Un altro punto cruciale, che tuttavia non avrebbe riflessi sulle responsabilità dell'automobilista, riguarda invece il funzionamento del semaforo pedonale usato da Cardovino: si tratta infatti di un impianto a chiamata e, come segnalato da più parti, non sarebbe stato perfettemanete funzionante. Ovvero, nonostante la richiesta dei pedoni, non sarebbe mai diventato verde. Anche questo elemento è oggetto di verifiche da parte del consulente della Procura.

Quello che emerge a questo punto delle indagini è quindi una tragedia, con un'automobilista che rispetta sostanzialmente il codice della strada e che all'improvviso si trova davanti un pedone che, a sua volta, attraversa con tranquillità - nonostante il semaforo rosso - forse convinto che a quell'ora (le 3.45) difficilmente potrà spuntare una macchina ed investirlo. Sicuro anche che tanto si trova pur sempre su delle strisce pedonali.

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