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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca Libertà / Via Sammartino

Travolto e ucciso da una volante, il consulente: "Le sirene accese meno di 2 secondi prima dell'impatto"

Nel processo ai due poliziotti che erano sul mezzo che investì Dario Farrauto all'incrocio tra via Dante e via Sammartino nel giugno 2017 è stato sentito un ingegnere incaricato dalla famiglia della vittima. E' giunto alle stesse conclusioni sulla dinamica di quello nominato dal pm: "L'auto della polizia andava a 80 chilometri orari, è passata col rosso"

Le immagini del terribile incidente in cui perse la vita Dario Farrauto, 30 anni appena e molto noto in città perché titolare del "Mod Cafè" di via Bara all'Olivella, sono state proiettate questa mattina in tribunale. Dal video si vede un'auto - una volante della polizia - che, nonostante il semaforo rosso, arriva a tutta velocità in via Dante e che si scontra con la Vespa del giovane che impegna l'incrocio da via Sammartino, avendo il verde, e viene scaraventata per aria.

Un impatto violentissimo che, intorno alle 2 di notte del 9 giugno del 2017, non lasciò scampo a Farrauto e provocò lesioni gravissime all'amico che era con lui sulla Vespa, Luca La Russa. Sotto processo ci sono i due poliziotti che erano a bordo della volante, Battista Cono e Salvatore Giustiniani. Il primo è accusato di omicidio stradale, lesioni gravissime e falso, mentre l'altro risponde soltanto di quest'ultimo reato che viene contestato perché i due avrebbero appunto falsificato la relazione di servizio dopo l'incidente.

Stamattina, davanti al giudice monocratico Daniela Vascellaro, è stato sentito il consulente della famiglia della vittima, parte civile nel processo con l'assistenza dell'avvocato Giuseppe Sceusa. Che è giunto alle stesse conclusioni di quello già incaricato dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Alfredo Gagliardi, che hanno coordinato le indagini. Ovvero che la volante sarebbe andata "a circa 80 chilometri orari" e la Vespa "a circa 48-49", cosa che di fatto avrebbe reso l'impatto inevitabile. Inoltre l'esperto ha stabilito che le sirene della macchina della polizia sarebbero state attivate solo "circa 1,7 secondi prima di scontrarsi" con Farrauto, non consentendo quindi al giovane - che comunque stava passando col verde - di rendersi conto per tempo dell'arrivo dell'auto.

Alla prossima udienza, fissata per marzo, sarà ascoltato il consulente della difesa degli imputati. Il processo ha subito alcuni ostacoli - infatti a quasi 6 anni dai fatti non c'è ancora neppure una sentenza di primo grado - sia per via del cambio del giudice, che a dicembre del 2019 non aveva neppure iniziato il dibattimento passando poi il caso a quello attuale, sia per le restrizioni imposte dalla pandemia. L'anno scorso è stata addirittura celebrata una sola udienza nell'arco di 12 mesi. Ora si sta cercando di accelerare i tempi per poter arrivare alla decisione entro l'estate.

Il "Farra" - così veniva chiamata la vittima quella sera stava riaccompagnando l'amico La Russa, bassista degli Utveggi, a casa. All'incrocio tra via Sammartino e via Dante si era però scontrato con la volante. Il mezzo della polizia era in emergenza ed aveva appena ricevuto una nota per un intervento. Per questo gli agenti avevano inserito sia i lampeggianti che le sirene. 

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