Automobilista condannato per la morte di Carlo Ruvolo: "Ma nessuno mi restituirà mio figlio"

Un anno e 4 mesi per omicidio colposo e pena sospesa per Francesco Balistreri, che nel 2014 era alla guida dell'auto che si scontrò con quella su cui viaggiava il giovane 22enne. La mamma: "Non credo nella giustizia terrena ma confido in quella divina"

Uno striscione realizzato dalla famiglia per ricordare Carlo

"Per me qualsiasi pena o risarcimento non sarebbe sufficiente, niente e nessuno potrà restituirmi mio figlio. Non credo nella giustizia terrena ma confido in quella divina". Sono parole dure e cariche di rabbia quelle di Paola, la mamma del giovane Carlo Ruvolo - morto 6 anni fa in un incidente avvenuto in via Messina Marine - commentando l’ultima sentenza che riapre una ferita mai rimarginata. Il giudice monocratico della quarta sezione penale del tribunale di Palermo Sergio Ziino ha condannato a 1 anno e 4 mesi Francesco Balistreri (28 anni) stabilendo la sospensione della patente per lo stesso periodo.

L’incidente risale alla notte tra il 6 e 7 settembre 2014. L’unica vittima di quel tragico scontro fu Carlo Ruvolo, giovanissimo canoista cresciuto nella zona di via Montalbo e conosciuto come "Il gigante buono". Il 22enne si trovava sul sedile per il passeggero di una Peugeot 106. A guidarla c’era un suo amico, Giuseppe Mazzola (37 anni), condannato in primo grado, con il rito abbreviato, per il reato di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza a 3 anni e 4 mesi. La sentenza è stata poi confermata in appello. La sua auto quella notte si schiantò contro una Range Rover Evoque guidata invece da Balistreri, che viaggiava insieme ad altri due ragazzi nella direzione opposta mentre stava rientrando a casa dopo una serata fra amici.

Quale sia stata la dinamica dell’incidente non è mai stato chiarito del tutto. Entrambi gli automobilisti avrebbero invaso l’altra carreggiata provocando il violento schianto frontale che costò la vita a Ruvolo. Non è stato però mai accertato chi avesse effettuato per primo la manovra che causò lo scontro. Con la sentenza emessa ieri il giudice, oltre a condannare l’imputato (con pena sospesa) riconoscendogli le attenuanti generiche, ha condannato Balistreri al risarcimento del danno in favore delle parti civili (i genitori, gli zii e il fratello minore della vittima) che dovrà essere calcolato dal giudice civile.

Balistreri la notte dell'incidente risultò negativo all'alcol test mentre non sarebbe stato eseguito il drug test. "Eppure - spiega l'avvocato Maurizio Di Marco, che ha assistito la famiglia Ruvolo - ci sono circolari ministeriali già dal 2010 che impongono, in caso di incidenti mortali, di eseguire entrambi gli accertamenti". I due automobilisti erano sotto processo per omicidio colposo visto che all’epoca dei fatti la norma non era ancora stata aggiornata in relazione all'omicidio stradale, introdotto nel 2016. L’articolo 589bis del codice penale prevede una pena che va dai 2 ai 7 anni di reclusione per chiunque "cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale".

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