Venerdì, 23 Luglio 2021
Incidenti stradali

Palermitano muore in un incidente a Bologna: fu sospettato per i fatti della Uno bianca

Per chi conosce un po’ di storia criminale italiana, lui non era certo uno qualunque. Giorgio Navarra, 49 anni, ha perso la vita dopo essersi schiantato mentre era in sella al suo scooter. Una lunga carriera da rapinatore, fu coinvolto nella vicenda della banda che insanguinò l'Emilia

Giorgio Navarra

Per chi conosce un po’ di storia criminale italiana, lui non era certo uno qualunque. Giorgio Navarra, palermitano di 49 anni, è morto a Bologna in un incidente stradale. L'uomo - sospettato e poi scagionato per i noti fatti della Uno bianca - era in sella al suo scooter Honda, quando si è scontrato contro una Fiat guidata da una ragazza, che viaggiava nella direzione opposta. La giovane ha travolto lo scooter di Navarra, che, dopo aver strisciato per metri sull’asfalto, si è andato a incastrare sotto la pensilina dell'autobus. Un impatto violento che è stato fatale per il palermitano. Ricoverato in gravissime condizioni per le ferite riportate dopo l'urto, Navarra si è poi spento all'ospedale Maggiore. Lascia moglie e due figli.

Nato a Palermo 49 anni fa, quando aveva 19 anni (nel 1988) era stato arrestato assieme a un complice dopo aver messo a segno un furto nella filiale di una banca modenese. I due si erano calati dal tetto e avevano forato la cassaforte, ma era arrivata la polizia. Ed erano finiti in manette. "Da lì in poi la sua era stata una vita fatta di rapine, colpi ai bancomat e arresti - scrive il Resto del Carlino, che traccia un ritratto di Navarra - negli anni in cui la banda della Uno Bianca dei Savi insanguinava Bologna. E quando ancora non si sapeva che dietro quella scia di morte ci fossero poliziotti, anche Navarra era stato sfiorato dall’interesse degli inquirenti. Era il 1992 e il nucleo operativo dei carabinieri aveva decapitato la banda del parà Damiano Bechis". 

Il palermitano si era salvato dal blitz: latitante, era stato arrestato pochi giorni dopo per un diverbio con un automobilista. In Questura aveva dato il nome del fratello gemello, ma le impronte lo avevano incastrato. La storia per quell’orrore lo ha scagionato: con i morti dell’Uno bianca Navarra non c’entrava niente.

Una carriera da rapinatore che, dalla fine degli anni ’80, era proseguita fino all’ultimo arresto, nell'agosto del 2015, durante un colpo in banca a Casalecchio. Un’esistenza passata a rischiare la vita, a scappare da carabinieri e polizia, conclusasi l’altra sera, nel modo più triste e banale. Perché Navarra era un semplice rapinatore. Ed è morto da semplice uomo.

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