Lunedì, 14 Giugno 2021
Incidenti stradali Via Liberta'

Un semaforo dove è morta Tania: via Libertà, una scia di sangue lunga 30 anni

Due giorni dopo il Comune ha deciso di non perdere altro tempo. Ma quello della giovane scultrice è solo l'ennesimo incidente nella strada più "in" di Palermo. Lutti e bizzarri provvedimenti, come quello dei dissuasori, installati e poi smantellati

Tre colori, un semaforo per non dimenticare, per piangere - per sempre - la più assurda delle tragedie. Palermo città ferita, che singhiozza, che ricorderà in eterno Tania. Dopo il monito, la "lezione", le riflessioni, le corse folli verso un "perché", che forse non esiste, ecco la corsa ai ripari per evitare altre lacrime. A due giorni dalla morte della giovane scultrice il Comune ha deciso di non perdere altro tempo. "L'Amministrazione procederà all'installazione di un semaforo in prossimità dell'incrocio dove è avvenuto il tragico incidente in cui è rimasta uccisa Tania Valguarnera". Ovvero all'altezza di via Cordova. Ad assicurarlo è stato il vicesindaco, Emilio Arcuri, che oggi, insieme con l'assessora alle Attività produttive, Giovanna Marano, e l'assessore alla Cultura, Andrea Cusumano, ha partecipato ai funerali della donna travolta e uccisa domenica mattina mentre si recava al lavoro.

Tania però è solo l'ultima vittima di via Libertà. Una lunga scia di sangue, che viaggia sull'asfalto forse più prestigioso della città. Le vittime sono automobilisti, motociclisti, ma soprattutto "semplici" pedoni. Rettilineo assassino, strada maledetta. Perché qui si corre, dalla Statua si intravede Porta Nuova all'orizzonte, e quando non c'è traffico la strada sembra una rambla che a volte inganna e invita a spingere sull'acceleratore. Libertà di correre nel suo asse centrale, all'ombra dei platani centenari. Quello della velocità di via Libertà - i Campi Elisi palermitani - è un annoso problema, anzi secolare. Era il 1985 quando Biagio Siciliano e Maria Giuditta Milella, alunni del liceo Meli, furono falciati da una macchina della scorta dei magistrati Borsellino all'altezza di via Croci. Poi altri casi. Dalla bambina di 7 anni investita (e ferita) da un taxi un anno fa, fino alla giovane di 17 anni falciata nel 2012, prima di via Cuccia e rimasta a terra in fin di vita. Anche lei, come Tania, stava attraversando sulle strisce.

Per rispondere agli incidenti stradali la giunta Cammarata nel 2003 escogitò il "traffic calming", un sistema rivoluzionario per costringere le auto a rallentare in prossimità dei passaggi pedonali. Era il 2003 e il Comune sistemò sette dissuasori in muratura lunghi venti metri, alla modica cifra di 200 mila euro. Otto anni dopo arrivò la decisione di smantellarli. I famosi dossi erano antiestetici, sfasciavano i bus, diventarono perfino pericolosi per i motociclisti. Trampolini killer che aumentavano gli incidenti invece di diminuirli. "Para-dossi", un autogol in piena regola. Impensabile infatti per il palermitano non sfrecciare in via Libertà. Arrivarono quindi nuove idee. Come le bande rumorose e i semafori a chiamata, poi fu "disegnato" l'asfalto nuovo di zecca per la visita del Papa. Moquette perfetta sul salotto buono della città. Proprio qua - dove le macchine sfrecciano ad ogni ora del giorno e della notte - e le sirene delle auto di scorta si confondono con quelle delle ambulanze.

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