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Da sinistra Angelo Marceca, Giosuè Guardì e Giacomo Guardì

Da sinistra Angelo Marceca, Giosuè Guardì e Giacomo Guardì

Pioppo piange Angelo, Giacomo e Giosuè: appesa a un filo la vita di Gabriele

I tre giovani sono le vittime del tragico schianto avvenuto sulla statale 186. Gravi traumi al torace e al cranio per l'unico sopravvissuto, in prognosi riservata al Civico. Uno dei primi ad arrivare il papà di Angelo, operatore del 118

Lotta tra la vita e la morte il giovane Gabriele Diliberto. Si trova nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico il 19enne di Pioppo vittima, insieme a tre suoi amici, dell'incidente avvenuto nella notte lungo la strada statale 186, all’altezza di Case Buffa. "Ha riportato alcuni delicati traumi al torace e al cranio - spiega il direttore sanitario Giorgio Trizzino - ed è stato messo in coma farmacologico. Per adesso la prognosi resta riservata". Tra i vicoli della struttura sanitaria, davanti alle macchinette del caffè, i parenti più stretti si sono chiusi nel dolore, coi loro sguardi svuotati dalla tragedia e persi nel nulla.

A perdere la vita sono stati Angelo Marceca (19 anni), Giacomo Guardì (19) e il cugino più piccolo Giosuè Guardì (16), tutti di Pioppo. Due di loro sono morti sul colpo, mentre l’altro è arrivato in condizioni disperate al Civico dove è deceduto poco dopo. A bordo dell'Opel Corsa sulla quale viaggiavano c’era anche Gabriele Diliberto. Secondo i primi rilievi chi era alla guida, per cause ancora da accertare, avrebbe perso il controllo impattando con violenza contro un muro di recinzione. Tanti i residenti accorsi sul luogo dell’incidente dove poi sono arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco, cui è toccato il compito di aprire un varco tra le lamiere accartocciate per estrarre i corpi dei ragazzi.

I tre più grandi frequentavano l’istituto superiore per geometri "Filippo Parlatore", mentre il piccolo Giosuè era al primo anno dell’Ipsia "Mario Orso Corbino" di Partinico. Stavano tornando da una serata come tante ma finita nel peggiore dei modi. Tantissimi i messaggi di amici e compagni che affollano le pagine sui social network, che ancora increduli per l’accaduto hanno voglia di urlare la loro rabbia per la triste notizia. Davanti al reparto di Rianimazione, al Civico, regna invece il silenzio e si sente anche qualcuno pregare per Gabriele, l’unico che potrebbe aiutare a ricostruire la dinamica della tragica notte.

Oltre ai soccorritori uno dei primi ad arrivare sul posto è stato Giuseppe, padre di Angelo e operatore 118. Poi è toccata ai genitori dei cugini Guardì, operai della forestale come l’ispettore Diliberto, padre di Gabriele. Gli abitanti di Pioppo, alcuni dei quali svegliati nella notte dal boato provocato dall’impatto, hanno sentito le loro urla strazianti. Domani la piccola frazione di Monreale, su decisione del sindaco Piero Capizzi che ha indetto il lutto cittadino, si "fermerà" fino al termine dei funerali. Nelle scuole, invece, si osserverà un minuto di silenzio, mentre gli esercizi commerciali terranno le saracinesce abbassate.

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