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Lunedì, 16 Maggio 2022
Incidenti stradali Noce

"Investì e uccise un pedone che attraversava col rosso", automobilista patteggia un anno e 4 mesi

Il gup ha ritenuto congrua la pena concordata da F. C. con il pm, in relazione all'omicidio stradale di Agostino Cardovino, di 17 anni, avvenuto il 21 giugno 2020 in viale Regione Siciliana, all'altezza di via Perpignano. Per il perito l'imputata avrebbe superato il limite di velocità di 12,5 chilometri orari e la vittima non avrebbe rispettato il semaforo

La notte del 21 giugno del 2020, mentre percorreva viale Regione Siciliana con la sua Dacia rossa, all'altezza di via Perpignano aveva investito ed ucciso un pedone, Agostino Cardovino, di appena 17 anni. Adesso il gup Fabio Pilato ha accolto la richiesta di patteggiamento della giovane automobilista, F. C. (difesa dagli avvocati Marco Passalacqua e Francesca Modica), che è stata quindi condannata per omicidio stradale a un anno e 4 mesi, pena sospesa, così come concordato con la Procura. Nel processo si sono costituiti parte civile i parenti della vittima, che sono assistiti dall'avvocato Toni Palazzotto, ma il giudice non ha liquidato in loro favore neppure le spese.

Il semaforo rosso per il pedone

L'inchiesta sul terribile incidente stradale era stata coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giulia Beux. L'impatto fatale era avvenuto intorno alle 3.45 ed era stato ripreso da una telecamera di sorveglianza, grazie alla quale era venuto alla luce non solo che il semaforo pedonale era rosso, e che dunque la vittima non avrebbe dovuto attraversare in quel momento, ma anche che la giovane automobilista si era fermata per cercare di prestare soccorso al diciassettenne. Un'operazione purtroppo inutile.

"L'automobilista ha superato il limite di velocità"

La famiglia di "Ago", come tutti chiamavano il ragazzo, ha in più occasioni contestato questa ricostruzione dei fatti, sostenendo che l'incidente fosse stato determinato da una velocità eccessiva dell'automobilista. Versione che è stata in buona parte smentita però dalla perizia affidata dalla Procura ad un esperto proprio per chiarire la dinamica del sinistro. La relazione dell'ingegnere Maurizio Scolla confemava infatti che il semaforo era rosso al momento dell'impatto e che il pedone "non aveva controllato la presenza di veicoli in avvicinamento". Ma si metteva però anche in evidenza che l'automobilista, che aveva il verde, avrebbe superato il limite di velocità, andando, secondo il perito, ad oltre 62,5 chilometri orari, mentre in quel punto della circonvallazione il limite è di 50 all'altezza dell'attraversamento pedonale, e di 70 subito dopo.

Il perito: "Concorso di colpe nell'incidente"

Sempre in base alla perizia, ci sarebbe stato un concorso di colpe: F. C. "ha condotto l'auto con una velocità superiore ai 62,5 chilometri orari, in avvicinamento ad un attraversamento pedonale visibile e segnalato, senza controllare adeguatamente la presenza di pedoni nella carreggiata stradale senza compiere tutte le manovre necessarie per mantenere le condizioni di sicurezza", mentre "il pedone Cardovino ha attraversato mantenendo un passo veloce, non di corsa, la qual cosa porta a ritenere che non abbia controllato la presenza di veicoli in avvicinamento dalla sua sinistra e che non abbia percepito la Dacia in avvicinamento, nonostante non vi fossero ostacoli al campo di visibilità".

Le violazioni al codice della strada dell'imputata

L'ingegnere aveva poi elencato una serie di infrazioni al codice della strada che sarebbero state commesse sia dall'imputata che dalla vittima. L'automobilista non avrebbe "regolato la velocità del veicolo per evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone", non avrebbe "conservato il controllo del proprio veicolo" e non sarebbe stata "in grado di arrestarsi tempestivamente entro i limiti del suo campo di visibilità davanti a qualsiasi ostacolo prevedibile", non avrebbe "regolato la velocità nelle ore notturne", non avrebbe "ridotto la velocità e occorrendo anche azzerandola in prossimità degli attraversamenti pedonali" e infine avrebbe "superato il limite massimo di velocità di 50 chilometri orari".

...e quelle della vittima

Per Cardovino, a sua volta, anche se "nel codice della strada non è presente uno specifico articolo che disponga l'obbligo per il pedone che utilizzi l'attraversamento pedonale di controllare la presenza di veicoli la cui marcia possa costituire pericolo per la sua persona o per altri soggetti - sottolineava l'esperto - l'articolo 140 'principio informatore della circolazione' dispone che gli utenti della strada devono comportarsi in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale". Per il perito "nel caso in esame il pedone era a conoscenza che il semaforo mostrava il 'rosso pedonale' pertanto avrebbe dovuto adottare particolare prudenza nell'attraversamento".

La decisione del giudice

Sulla scorta della perizia, a marzo dell'anno scorso la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio di F. C., che poi aveva scelto di patteggiare la pena, concordando con il pm una condanna a un anno e 4 mesi, che ora è stata ritenuta congrua dal giudice. Nel processo è stato citato anche il responsabile civile, cioè la compagnia assicurativa dell'imputata, rappresentata dall'avvocato Ugo Adragna.
 

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