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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Incidente durante le prove, motociclista palermitano muore a Racalmuto

A perdere la vita in pista il cinquantenne Salvatore Migliazzo. Durante le libere del "Track day 2017" ha perso il controllo della sua Yamaha R1 che dopo l'impatto con l'asfalto gli è finita addosso. Inutili i tentativi di rianimarlo

Avrebbe dovuto essere una giornata di allenamento, di prove libere per moto in vista di una successiva manifestazione sportiva. Il "Track day 2017", all'autodromo "Valle dei Templi" di Racalmuto, si è però trasformato in una disgrazia. Oggi un motociclista, Salvatore Migliazzo, cinquantenne palermitano, è morto dopo un incidente in pista.

Migliazzo, che abitava nel quartiere Montegrappa (per tutti era semplicemente "Totò"), era in sella alla sua Yamaha R1 quando - secondo una prima ricostruzione dei carabinieri - ha perso il controllo della moto che dopo l'impatto sull'asfalto gli è finita addosso. Subito, all'autodromo, ci si è resi conto che il cinquantenne aveva riportato ferite gravissime. E' stato chiamato il 118 e sul posto è giunta un'autoambulanza e un elisoccorso. I sanitari una volta giunti sul posto hanno tentato ripetutamente di rianimare il motociclista. Ma purtroppo inutilmente: il cuore di Salvatore Migliazzo si era già fermato. All'autodromo si sono, poco dopo, una volta allertati dal 118, precipitati anche i carabinieri della stazione di Racalmuto che si sono occupati, per ore ed ore, dei rilievi e dei sopralluoghi che serviranno per ricostruire cosa effettivamente sia successo. 

Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri della compagnia di Canicattì, che coordinano le indagini della stazione dell'Arma di Racalmuto, il cinquantenne è deceduto per sospetta perforazione polmonare a seguito della frattura del costato. La salma del motociclista palermitano, molto conosciuto e stimato anche nell'Agrigentino, è stata portata alla camera mortuaria dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. E' a disposizione del sostituto procuratore di turno che deciderà, nelle prossime ore, se fare effettuare o meno l'ispezione cadaverica.    

Chi lo conosceva sapeva che nonostante i 50 anni (li aveva compiuti qualche giorno fa) Totò in pista tornava ad essere un ragazzino. Una passione - quella per i motori - che viveva quotidianamente nella sua officina meccanica a Palermo. Presente a 12 edizioni del campionato regionale, Migliazzo nell'ambiente era conosciutissimo. Considerato un veterano del Motor Sport siciliano, recentemente aveva scandito la lunga attesa verso il "Track Day", perfezionando la sua "amata" Yamaha R1. Solo un anno fa aveva ottenuto il risultato più prestigioso in carriera: il secondo posto assoluto nella categoria 1000 Open del Regionale FMI.

Nella sua lunga storia sportiva vantava presenze anche in circuiti come Mugello e Vallelunga. Una passione coltivata già dai primi anni Ottanta. "Ho tanta esperienza che mi dà carattere e determinazione - aveva detto in una recente intervista -. Cerco di tenermi in costante allenamento, ma la maggior parte dei miei avversari sono ragazzi e non è facile. Le gare sono sempre un miscuglio di sensazioni, riesco a ricevere scariche di adrenalina che mi aiutano molto nella concentrazione. Mi auguro di poter continuare questo sport ancora per molto tempo perché andare in moto è veramente una cosa straordinaria".

Sogni che si sono infranti all'improvviso, facendo piombare nella disperazione chi lo conosceva bene. "Non è possibile - dice un amico, che con Migliazzo condivideva la passione per le due ruote -. Una delle persone più belle del motociclismo siciliano è andata via. Ciao Totò ci vediamo lassù, grande uomo e pilota".

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